Organizzazione Umanitaria
ONG Bambini nel Deserto Onlus

La khettara di Hassi Labiad

MAROCCO

Regione del Tafilalt , Provincia di Er Rachidia, Villaggio di Hassi Labiad

Acqua
Cibo
Sviluppo Economico

Costo del progetto: 67.727 €

Stato: PROGETTO COMPLETATO

Sintesi
Il presente progetto è composto da due componenti. Il primo si propone di contribuire alla tutela dell'ambiente ed aiutere a salvare ed ampliare l'oasi del villaggio di Hassi Labiad, soprattutto dopo il restauro del canale della khettara. L'intervento aumenterà sicuramente il flusso dell'acqua di irrigazione e lo sfruttamento dei terreni agricoli invasi dalla sabbia ed, eventualmente, quelli che vengono trascurati per anni a causa dell'insufficienza dell'acqua. Le piantagioni di palme da dattero e di erba medica, oltre al loro impatto ecologico sull'ambiente e l'ecoturismo, saranno in grado di generare un grande reddito e permettere tra l'altro alle persone di vivere una vita decente vicino al deserto. L'orto, il pollaio di famiglia, l'allevamento ovino e caprino porteranno più proteine e diversificheranno la dieta alimentare delle comunità oasiane. Il seondo componente prevede il rafforzamento delle capacità delle associazioni locali attraverso la sensibilizzazione della comunità su vari settori, la tutela dell'ambiente e l'attuazione di progetti integrati, che arricchiranno sicuramente il loro contributo allo sviluppo sostenibile anche di altri villaggi della regione. Infine, la fattibilità del progetto risiede anche nel fatto che la sua concezione è oggetto di una partecipazione reale della popolazione beneficiaria e per il fatto che si inserisce in un'ottica di sviluppo a lungo termine già avviata dall'associazione di Hassi Labiad, partner di questo proggetto.

 


Anno 2012

 


Contesto Locale
L'agglomerato di Hassi Labiad si costituì poco a poco a partire dal 1960 quando la prima famiglia di nomadi si stabilì e questo fatto segnò l'inizio della creazione di un villaggio che ha attualmente più di 400 abitazioni. I lavori della galleria di drenaggio delle acque sotterranee nascoste nel sottosuolo iniziarono solo dopo l'approvazione delle famiglie della tribù degli Ait Khebbach che è una frazione tribale della confederazione berberofona degli Ait Atta. L'oasi di Hassilabiad è stato creato nel 1962 da famiglie della tribù di nomadi AYT Khebbach, composta dalle seguenti frazioni: Irej Daln, Ayt Amar, Ayt Ali raggruppate con Ilahyane e gli Ayt Bourk. Queste famiglie nomadi hanno acquistato il terreno da un membro della loro tribù che aveva comprato il terreno nel 1960 da un membro della frazione tribale Izoulan che viveva a nord del Douar Mezguida vicino a Rissani, perché non aveva cura del palmeto. Dall'inizio degli anni 1980 che hanno segnato l'aumento del turismo, la popolazione di Hassi Labiad è cresciuta per godere di queste grandi entrate economiche. Questo aumento della popolazione è stato anche rafforzato dalla sedentarizzazione delle famiglie nomadi tra il 1990 e il 2006, a causa dei numerosi anni di siccità. La popolazione totale del villaggio ora conta circa 2200 persone, tra cui 1.400 bambini e adolescenti, che rappresentano il 65% del numero complessivo. L'oasi si estende su una superficie agricola di una decina di ettari che è un bene comune di molte famiglie di Hassi Labiad. La maggior parte delle famiglie che stanno coltivando i terreni ne sono proprietari, mentre solo poche famiglie che vi lavorano no, e perciò danno contro una percentuale del raccolto. La superficie coltivata nell'oasi si è distribuita uniformemente durante la creazione di ogni palmeto, ma oggi questa superficie (per famiglia) ha evoluto principalmente a causa della divisione/eredità. Le attività agricole sono svolte prevalentemente dalla manodopera familiare, gli uomini coinvolti nell'aratura e la semina, mentre le donne fanno il lavoro di taglio di erba medica e di raccolta del grano. Per la gestione del turno d'acqua vale la stessa cosa, spesso è un membro della famiglia che se ne occupa. L'oasi di Hassi Labiad costeggia l'Erg Chebbi, la più grande massa di dune di sabbia in Marocco. La sabbia spesso viene spostata durante i periodi di vento che vengono dall'ovest o dall'est. Perciò delle recinzioni sono state costruite con le foglie di palma per limitare l'avanzata delle dune di sabbia. Per lo stesso scopo, alcuni proprietari dei terreni dell'oasi hanno costruito muri di terra (da circa dieci anni), soprattutto nel settore orientale, e questo dimostra chiaramente l'impegno degli agricoltori per la loro terra. La frammentazione dei terreni ed i problemi di successione possono quindi portare un rischio sul mantenimento di queste protezioni che sono fatti da ciascun proprietario ma a beneficio di tutti, fornendo protezione per il palmeto come una risorsa comune. Il fiume passa tra il palmeto e d il villaggio e passa lungo il lato ovest dei terreni agricoli, nonostante l'esistenza delle recinzioni che svolgono il ruolo di diga. Il fiume è in piena di tanto in tanto però le piccole piene permettono di ricarica le falde acquifere. Ma quando il terreno non ha il tempo di far infiltrare l'acqua delle precipitazioni, si possono verificare delle inondazioni particolarmente forti. Questo è successo il 26 maggio 2006 durante una piena storica che ha devastato parte del villaggio di Hassi Labiad e di Merzouga, dove ci sono state tre vittime. Questa drammatica alluvione ha provocato numerosi crolli che hanno distrutto una parte della khettara e del palmeto, 84 case sono state colpite di cui 30 completamente distrutte. Socialmente, il fatto di possedere un terreno nel palmeto consente ad avere un peso maggiore quando bisogna prendere una decisioni e di essere rappresentato in tutti gli organi di gestione. Inoltre, avere una parcella nel palmeto di Hassi Labiad permette di sentirsi parte della comunità del villaggio. L'orto consente agli anziani di rimanere attivi: molti vi lavorano di giorno, hanno un forte attaccamento culturale all'agricoltura, per loro l'agricultura è la loro vita e non vogliono perderla. Il loro impegno contribuisce a mantenere un palmeto mantenuto nonostante la mancanza di interesse da partedei loro figli che preferiscono occuparsi di attività più redditizie come il turismo. Inoltre, il palmeto è anche un luogo di incontro e discussione degli anziani che vi si recano in fine giornata. Il palmeto rappresenta anche un grande interesse dal punto di vista del patrimonio per il turismo e l'ambiente nel villaggio di Hassi Labiad. Gli orti si trovano proprio ai piedi delle dune, e ciò migliora l'immagine del sito e lo rende più attraente. Inoltre è uno dei più bei paesaggi del Marocco, dove i turisti vengono per godersi le albe ed i tramonti durante tutto l'anno e fare i bagni di sabbia per guarire dal reumatismo ed altre malattie.

 


Strategia intervento
L'associazione locale ha gestito questo progetto seguendo un approccio partecipativo, basato sul coinvolgimento della popolazione beneficiaria per quanto riguarda l'esecuzione dei lavori durante i quali si è messo a profitto l'esperienza dei beneficiari. I lavori di restauro e di riabilitazione della khettara sono stati eseguiti e gestiti da un comitato di gestione composto da un coordinatore-membro dell'associazione, e almeno due rappresentanti della comunità del villaggio, il cui ruolo è stato quello di:
- Eseguire i lavori di costruzione del canale ripartendoli su un ciclo di quindici giorni lavorativi;
- Designare il numero di lavoratori e condividere le loro mansioni quotidiane;
- Tirare a sorte i lavoratori, in modo democratico e trasparente affinchè un massimo di persone e famiglie possano beneficiare del reddito dei giorni lavorativi;
- Accertarsi che solo le materie prime (cemento, ghiaia, pietra, ...) saranno consegnate da un fornitore su richiesta quantitativa della commissione;
- Assicurare il pagamento e la firma delle fatture del materiale acquistato e lo stato collettivo dei lavoratori alla fine di ogni quindicina di giorni.
La formazione dei presidenti delle associazioni locali sono state condotte dai membri della sede dell'associazione Hassi Labiad nei seguenti campi:
- Gestione amministrativa e finanziaria delle associazioni;
- Esecuzione e monitoraggio del progetti.

 


Obiettivi
Diversificare le fonti di reditto degli oasiani grazie alla riabilitazione della khettara, alla formazione professionale della popolazione e alla protezione dell'ambiente oasiano attraverso una maggiore disponibilità d'acqua e aumentare la quantità, la qualità e la varietà dei raccolti;
Migliorare la qualità della dieta alimentare della popolazione del villaggio e contribuire a una qualificazione delle associazioni dei villaggi vicini una qualificazione arrichendo e migliorando le competenze.
 


Risultati ottenuti
Maggiore flusso e disponibilità dell'acqua;
Il villaggio grazie al canale e ai pozzi ha un aspetto più attraente (ricordiamo che quello dell'Erg Chebbi rappresenta un polo turistico attrattivo);
La qualità della dieta alimentare della popolazione del villaggio è migliorata;

 


Attività
Il progetto ha visto il realizzarsi le seguenti attività:
- Restauro del canale della khettara che ha compreso il restauro e la ricostruzione del canale danneggiato dalle inondazioni del 26 maggio 2006 e la costruzione dei pozzi in pietra e cemento;
- Formazione per rinforzare la capacità di 10 associazioni locali.
 


Beneficiari diretti
220 famiglie ossia circa 1.800 persone, tra cui circa il 65% sono bambini. Bisogna sottolineare che questi numeri crescono in modo significativo per via dell'insediamento continuo dei nomadi nel villaggio che, da un lato è causato dalla siccità, e dall'altro perchè questi desiderano scolarizzare i propri figli ed avere un accesso più facile alle cure mediche.

 


Beneficiari indiretti
I turisti provenienti dai vari continenti, attratti dal paesaggio e dalle dune di sabbia del più grande erg del Marocco (Erg Chebbi), e turisti marocchini che frequentano la zona soprattutto in estate a scopo terapeutico per curare reumatismi, malattie della pelle e delle articolazioni con i bagni di sabbia calda.

 


Sostenibilità
Il palmeto rappresenta anche un grande interesse dal punto di vista del patrimonio per il turismo e l'ambiente nel villaggio di Hassi Labiad. Gli orti si trovano proprio ai piedi delle dune, e ciò migliora l'immagine del sito e lo rende più attraente. Inoltre è uno dei più bei paesaggi del Marocco, dove i turisti vengono per godersi le albe ed i tramonti durante tutto l'anno e fare i bagni di sabbia per guarire dal reumatismo ed altre malattie. Socialmente, il fatto di possedere un terreno nel palmeto consente ad avere un peso maggiore quando bisogna prendere una decisioni e di essere rappresentato in tutti gli organi di gestione. Inoltre, avere una parcella nel palmeto di Hassi Labiad permette di sentirsi parte della comunità del villaggio. L'orto consente agli anziani di rimanere attivi: molti vi lavorano di giorno, hanno un forte attaccamento culturale all'agricoltura, per loro l'agricultura è la loro vita e non vogliono perderla. Il loro impegno contribuisce a mantenere un palmeto mantenuto nonostante la mancanza di interesse da parte dei loro figli che preferiscono occuparsi di attività più redditizie come il turismo. Inoltre, il palmeto è anche un luogo di incontro e discussione degli anziani che vi si recano in fine giornata.

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