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“Letto fra noi, un libro nel deserto”

"Muri... tristemente noti per dividere, ma a volte indispensabili per accogliere e proteggere se si vive un ambiente spesso spazzato dal terribile vento di sabbia tanto forte da riuscire a muovere intere cordigliere di dune.

Di Mauritania, paese africano dove quasi per caso sono stata nell'ottobre scorso, raramente si sente parlare, forse il suo “biglietto da visita” è la Struttura di Richat chiamata anche l’occhio del deserto.

Non sapevo nemmeno in quale parte della grande Africa si trovasse, ma grazie a Fabrizio Rovella di SaharaMonAmour ho avuto modo di conoscere tanti aspetti di quella nazione grande quanto due volte la Francia e abitata da poco più di 3 milioni di abitanti, terra di passaggio tra l’Africa araba e l’Africa nera: luoghi incantevoli, deserto bianco oro e rosso, dune riflettenti la luce del sole che si stagliano contro le pareti nere di montagne ferrose, etnie differenti accomunate dalla dolcezza dello sguardo e dalla tranquillità del loro vivere, centinaia di farfalle ben nascoste tra le spinose acacie che, al tuo passaggio, si muovono in volo intorno a te, un cielo talmente carico di stelle da sembrare un enorme albero di ciliegio nel suo momento di maggior splendore e tanto, davvero tanto altro ancora.

Forse anche a causa del mio amato impegno come lettrice volontaria di Nati per Leggere per la biblioteca Gambalunga con il comitato cittadino CI.VI.VO del comune di Rimini, l’esperienza che, senza dubbio, più mi ha colpito durante il viaggio in Mauritania è stata la visita alla scuola di Tenouchert, villaggio incontrato lungo la cordigliera di dune di Warane nel deserto di El Mejabat tra Chinguetti e Ouadan. Il programma della giornata prevedeva la visita alla scuola, non lontano dall’auberge dove avevamo passato la notte….

Ci siamo incamminati e man mano che ci avvicinavamo l’incredulità cresceva. Avere davanti agli occhi una semplice struttura con alte pareti pericolanti squarciate dal vento che ti viene presentata come unica scuola del villaggio è stata un’esperienza che non so nemmeno io come descrivere.

 

Rientrata in italia, giorno dopo giorno, petit a petit, il desiderio di fare qualcosa per i tanti bambini che ci hanno accolto nel loro villaggio è cresciuto in me, fino a portarmi all’incontro con Bambini nel Deserto,  insieme ridaremo una struttura sicura ed accogliente a loro che, nonostante la situazione di estremo pericolo che vivono ogni giorno entrando in quella scuola, continuano a studiare e ad illuminarne con il loro sorriso le pareti cadenti e diroccate. Non esiste alternativa, quella è l’unica via per raggiungere un futuro migliore per loro e per il loro paese. Insieme possiamo fare qualcosa per quei bimbi che hanno negli occhi mille attese e speranze.

 

Un grande GRAZIE a chi vorrà aiutarci a far si che la struttura di Tenouchert venga messa in sicurezza e tutti i bambini del villaggio possano frequentarla senza mettere in pericolo la loro incolumità. Porterò personalmente i fondi che stiamo raccogliendo e farò tutto il possibile perché le pareti della scuola di Tenouchert vengano ricostruite al più presto.

E certo non lascerò a casa i miei libri, girerò per i villaggi e nelle altre scuole del deserto leggendo albi illustrati ai bimbi che, nell'attesa, stanno già preparando tanti disegni come ringraziamento a chi vorrà aiutarli.

 

Cristina Drudi

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