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Organizzazione Umanitaria
ONG Bambini nel Deserto Onlus

FoSaM 1 - Formazione per la Salvaguardia della Montagna

ITALIA

Regione Toscana, Comunità Montana del Mugello, Unione di Comuni Valdarno e Valdisieve

Ambiente

Costo del progetto: 44.000 €

Stato: PROGETTO DA FINANZIARE


Il progetto FoSaM 1 vede Bambini nel Deserto in collaborazione con ASINITAS Onlus e sostegno economico da parte dell'Otto per Mille Chiesa Valdese Unione delle chiese Metodiste e Valdesi si pone principalmente due obiettivi: il primo è quello di contribuire all'integrazione di lavoratori stranieri e italiani nel tessuto sociale in cui si svilupperanno le azioni attraverso un percorso di formazione nell'ambito della gestione del territorio montagnoso e in particolare nella gestione dei boschi e dei corsi d'acqua.

Il secondo, ma non meno importante obiettivo, è quello di contribuire alla stabilità ambientale del territorio dell'Alto Mugello che spopolandosi sempre più rischia di non essere più gestito.

 


Anno 2015-16
 


Descrizione del contesto
Il mercato del lavoro da anni attraversa una crisi profonda legata a motivi diversi e che riguarda fasce molto ampie di popolazione; la crisi ha colpito soprattutto i giovani sotto i 35 anni, gli stranieri e più in generale le persone poco specializzate. Secondo dati Istat del settembre 2014 il tasso di disoccupazione è pari al 12,6% mentre quella giovanile che riguarda le persone tra i 15 e i 24 anni, è sensibilmente più alta e riguarda il 42,3 % delle persone. Tale crisi coinvolge anche e soprattutto gli immigrati il cui tasso di disoccupazione è passato dal 2012 al 2013 dal 14,1% al 17,3%, circa sei punti percentuali sopra quello degli italiani.

Gli effetti di questo fenomeno, destinato a aumentare, sono molteplici: la perdita dell’indipendenza economica e sociale, l’aumento della precarietà, il peggioramento delle condizioni di lavoro, il blocco dell’innovazione dei processi produttivi, lo sviluppo di vecchie e nuove forme di povertà, l’aumento delle diseguaglianze e la perdita della speranza nel futuro. Spesso l’unica soluzione alla mancanza del lavoro è spostarsi, lasciare il proprio paese e i propri affetti e trasferirsi laddove si pensa di poter avere qualche possibilità. Questo è vero sia per i giovani italiani (vedi il fenomeno preoccupante della fuga dei cervelli) che per gli immigrati, lontani da casa in cerca di fortuna. Questi spostamenti sono evidenti soprattutto nelle grandi città, mete più dinamiche e con più servizi ma anche sovraffollate e maggiormente esposte alle situazioni di disagio sociale.

La città, con le sue sconfinate periferie, accoglie i nuovi arrivati, disoccupati e disorientati, che spesso si ritrovano a vivere ai margini della vita metropolitana, isolati in luoghi di estrema periferia, abbandonati e a alto rischio di disagio sociale. Se da un lato, la crisi, produce il sovraffollamento delle città metropolitane e acuisce il conflitto sociale, dall’altro, provoca il progressivo spopolamento dei piccoli centri e delle realtà provinciali, che si traduce in un declino sociale, culturale e ambientale; le scuole chiudono per assenza di bambini, i negozi e le attività produttive sopravvivono a malapena, il patrimonio storico culturale viene compromesso dall'incuria e dal passar del tempo, l'ambiente e la natura non vengono mantenuti, curati e valorizzati, spesso con conseguenze notevoli: frane, smottamenti, alluvioni, etc...

 


Problematica affrontata
Il progetto si propone di portare avanti un’azione sperimentale condotta dalla ONG Bambini nel Deserto Onlus e dall’associazione Asinitas Onlus,  promossa e gestita in comune accordo con gli enti presenti sul territorio del Mugello e con il sostegno della Regione Toscana. Un’azione che, con il supporto di un’ équipe multidisciplinare e di enti di formazione accreditati, possa contribuire a risolvere il problema della disoccupazione per i più vulnerabili e allo stesso tempo alla messa in sicurezza e manutenzione dei boschi delle nostre montagne. Il progetto intende realizzare un percorso sperimentale che possa essere incisivo ed efficace e porsi come modello replicabile e di riferimento in altri contesti italiani.
L’ONG Bambini nel Deserto e Asinitas Onlus, forti della loro esperienza pregressa nell’ambito della formazione professionale specializzata e dell’orientamento e formazione/educazione degli immigrati, hanno elaborato un progetto di Formazione Professionale rivolto a 7 giovani disoccupati e a rischio di marginalità sociale, italiani e stranieri. L’accoglienza dei beneficiari sarà gestita sul territorio del Mugello

 


Bisogni locali
Il progetto nasce come risposta all’individuazione e analisi di due elementi di criticità riscontrati a livello locale: il problema della disoccupazione giovanile e immigrata e il progressivo abbandono delle zone rurali e montagnose. Come detto prima, la mancanza di posti di lavoro influisce in maniera significativa sulle condizioni di vita, di sviluppo e di inclusione delle fasce più vulnerabili, così come l’assenza di interventi mirati e specializzati volti alla salvaguardia dell’ambiente, mettono a rischio interi territori. Problemi che, attraverso un progetto di formazione professionale mirata e il coinvolgimento di giovani italiani e non, possono essere affrontati e superati, per merito di una azione sperimentale di successo, replicabile in altri territori. Il dissesto idrogeologico in Italia risulta diffuso, interessa, secondo i dati ufficiali, l’82% dei Comuni. Secondo le fonti del Dipartimento delle Protezione Civile nazionale deve essere realizzata una politica di messa in sicurezza del territorio attraverso la manutenzione, che garantisca quelle condizioni di conservazione del suolo indispensabili alla vita civile e alle attività produttive anche attraverso regole comportamentali sull’uso del suolo. Manutenzione ed usi del territorio sono un binomio inscindibile cui è subordinata in gran parte la sicurezza territoriale del Paese.
In questa situazione è di fondamentale importanza ridurre i fenomeni di dissesto, contenere i versanti franosi, sistemare le pendici, regolare i torrenti ed i piccoli corsi d’acqua e provvedere a realizzare gli adeguamenti di quelle opere di bonifica destinate alla difesa del suolo. Anche la Comunità Montana del Mugello, nel corso di un incontro propedeutico alla scrittura di questo progetto, tenutosi presso la loro sede, ha confermato che questi fenomeni interessano la loro zona, che necessita di interventi strutturali e qualificati per la messa in sicurezza del territorio boschivo e montagnoso. Questa risulta una priorità.

È proprio su questo ultimo punto che il progetto di formazione trova le sue ragioni più profonde.
Da un monitoraggio condotto in diverse regioni italiane è emerso che i danni prodotti da un progressivo abbandono dei territori montani, dall'assenza di persone specializzate nella la gestione del territorio e più in generale dalla scarsa tutela dell'ambiente siano un problema centrale per le amministrazioni locali. Spesso mancano proprio le persone interessate a candidarsi per questo genere di lavoro e disposte a vivere in piccole realtà di montagna, con investimenti pubblici in tal senso limitati. Appurata questa necessità dei territori e visto il crescente disagio sociale a cui sono esposte le fasce più deboli della popolazione disoccupata, intendiamo apportare il nostro contributo attraverso questa proposta di progetto.

 


Strategia d'intervento
I beneficiari selezionati parteciperanno ad un corso completo di Formazione Forestale della durata di circa un mese, con una frequenza di 8 ore al giorno, per un totale di 240 ore di cui il 90% di pratica nel bosco. Il corso verrà tenuto dal Centro di Formazione Forestale della Comunità Montana Valdarno e Valdisieve denominato “CENTRO FORMAZIONE RINCINE” La caratteristica del centro è avere un istruttore ogni due allievi e fornire tutte le attrezzature necessarie per lo svolgimento del corso. All’interno del percorso formativo è prevista la figura di un mediatore/facilitatore linguistico, un tutor che sarà di sostegno ai partecipanti e al formatore in loco, per la mediazione linguistica e il coordinamento tra i due e che segua i 12 incontri pre-corso a Roma e il mese di formazione in loco.

 


ATTIVITA’ PREVISTE
Azione 1
- Individuazione dei beneficiari del progetto tra i giovani disoccupati e persone vulnerabili italiani e stranieri: si intende attingere a tutte le reti formali e informali a disposizione dei due partner per diffondere, pubblicizzare e raggiungere il maggior numero di persone potenzialmente interessate all’offerta formativa del progetto. Si produrranno locandine e avvisi specifici che verranno affissi e divulgati in luoghi strategici per informare le persone di questa possibilità. Attraverso dei colloqui individuali si arriverà alla selezione di 7 persone tra italiane e straniere e cioè dei partecipanti al corso facendo una attenta analisi dei bisogni e dei desideri. I criteri di selezione delle persone da inserire si basano: sulla motivazione dei singoli a intraprendere questo tipo di esperienza, la conoscenza pregressa del lavoro e la familiarità con l’attività proposta, le attitudini manuali alla pratica di un mestiere artigiano o agricolo/forestale. Si prevede di svolgere la diffusione del progetto e la selezione dei partecipanti nei primi due mesi del progetto. Questa fase verrà gestita e coordinata da un operatore sociale esperto nel bilancio delle competenze e da uno psicologo, che insieme incontreranno e valuteranno i candidati per giungere alla creazione di un’equipe solida e motivata;
- Avvio del percorso di formazione linguistica specifica e delle attività di team-building: uno degli elementi fondamentali per l’efficacia di un progetto si basa sull’efficacia del gruppo di lavoro che lo porta avanti. Per questo si intende costruire una serie di 12 incontri, con cadenza bisettimanale, per un periodo di un mese e mezzo in cui un operatore sociale e uno psicologo incontreranno il gruppo dei partecipanti per rafforzare la loro competenza linguistica in italiano e nel linguaggio settoriale di riferimento e per dare vita a un vero e proprio gruppo di lavoro, coeso e collaborativo. Si utilizzerà una metodologia centrata sugli individui e sull’esperienza, per far emergere le competenze relazionali e professionali di ciascuno, per lo sviluppo di una identità di gruppo e un clima di interazione. Il racconto di esperienze unito a attvità ludiche/formative faciliteranno la conoscenza reciproca creando fiducia e condivisione di valori e obiettivi. Gli obiettivi di queste attività sono: far conoscere le persone in modo approfondito; stimolare e aumentare la collaborazione; costruire e potenziare relazioni interpersonali; creare un clima di fiducia e si stima; sviluppare creatività, ascolto, empatia, motivazione, coesione, integrazione; lavorare per obiettivi e riconoscersi nel percorso che si è scelto di affrontare; valutare e apprezzare le attitudini, le competenze dei singoli come risorse per tutto il gruppo. Questa fase si terrà a Roma;
- Accompagnamento dei partecipanti nel luogo della formazione teorico-pratica: l’operatore e lo psicologo coinvolti accompagneranno i partecipanti nel momento del loro arrivo nel luogo prescelto per la formazione teorico-pratica per seguirli in loco durante la prima settimana. Successivamente, con delle visite mensili, torneranno per verificare la tenuta del gruppo, l’impatto del percorso formativo e il raggiungimento degli obiettivi previsti. Questo monitoraggio permetterà di consolidare il gruppo in itinere, valutarne le potenzialità e le eventuali difficoltà e di riformulare e ri-condividere gli obiettivi.

 

Azione 2
- Avviamento di un percorso di formazione teorico-pratico di circa un mese, tenuto dal Centro Formazione Rincine, attraverso il quale i beneficiari apprenderanno tutte le tecniche di gestione ed utilizzo delle attrezzature e conosceranno le normative necessarie a svolgere un’ attività in territori forestali, ottenendo una abilitazione riconosciuta a livello europeo in quanto il centro di Formazione di Rincine è fondatore dell’associazione EFESC-Italia (European Forestry and Enviromental Skills Council) un'organizzazione senza fini di lucro che si propone di definire standard formativi comuni agli operatori forestali e ambientali europei, per aumentare il livello qualitativo e di sicurezza e incrementare il mutuo riconoscimento e la mobilità dei boscaioli tra i Paesi dell’Unione;

- Organizzazione di un tirocinio da svolgersi all’interno di un programma di recupero del territorio coordinato dalla Comunità Montana di appartenenza;
- Organizzazione di 6 incontri di formazione specifica per orientare i partecipanti alla possibilità di costituire una cooperativa o una s.r.l., nell’ottica di intraprendere un percorso autonomo ed imprenditoriale;
- Accompagnamento e l’orientamento all'inserimento nel mondo del lavoro sia dipendente che autonomo, lungo tutto il periodo di formazione;
- Creazione di un Fondo economico per sovvenzionare le future attività dei beneficiari attraverso i lavori realizzati all’interno del territorio. Nello specifico, le attività di tirocinio, svolte per le amministrazioni di gestione del territorio montano, genereranno delle entrate che verranno utilizzate in parte per favorire l’autonomia del progetto, in parte per la creazione del suddetto fondo da utilizzare per l’acquisto delle attrezzature di lavoro o per l’avvio di una attività autonoma.

 

Azione 3
Il progetto FoSaM si inserisce in un progetto di recupero delle tradizioni culturali legato al territorio contadino e montano del Mugello in collaborazione con due realtà associative del territorio: L’Associazione Officina Lieve, un centro di sviluppo di Coworking avente l’obiettivo di stimolare l’autoproduzione e l’autocostruzione in una forma esperienziale e l’Associazione di Volontariato Artetica Toscana che realizza progetti di solidarietà sociale in ambito educativo e culturale. In particolare riferimento al progetto FoSaM, alle caratteristiche dei partecipanti e alla natura del lavoro forestale, svolto prevalentemente in luoghi isolati, immersi nella natura, con la possibilità di interagire quasi esclusivamente con i propri colleghi, proponiamo di realizzare una serie di attività, finalizzate ad evitare l'isolamento dei partecipanti e promuovere una graduale integrazione con la comunità ospitante, punto di particolare importanza considerando che si tratta di persone in situazione di disagio sociale.

 


ATTIVITA’ DI COMUNICAZIONE
Queste attività verranno organizzate e promosse come dei veri e propri eventi: saranno aperte a tutti e studiate per attrarre ed interessare un'utenza varia e differenziata. Verranno coinvolti artigiani locali che lavoreranno fianco a fianco con i giovani partecipanti al progetto, in un’ottica di condivisione delle proprie storie, di scambio di tecniche e saperi, e di costruzione di un rapporto di conoscenza reciproca e di rispetto profondo per l’ambiente in cui si vive e si opera. Ci proponiamo in questo modo di creare occasioni di incontro tra culture con l'obiettivo di costruire delle basi solide sulle quali si possa sviluppare un percorso di reale integrazione. La montagna mugellana da “non luogo” o mero luogo di lavoro potrebbe diventare così un luogo dove “mettere radici”, un luogo familiare, ricco di vissuto e di risorse da conoscere e condividere di cui ci si può appropriare, un luogo in cui si hanno rapporti significativi con le persone che lo abitano e in cui ci si può sentire a casa.

 


ATTIVITA’ LABORATORIALI
Inoltre, all'interno, o in prossimità della struttura ospitante, verrà autonomamente allestito un laboratorio di artigianato attrezzato in base alle esigenze dei partecipanti: la pratica del proprio mestiere, per coloro che hanno competenze artigianali, oltre a rivelarsi essere utile in tante occasioni della vita quotidiana, potrà rappresentare un piccolo spazio di libertà autogestita dove coltivare "le proprie radici", sapendo che le capacità acquisite in passato possono venire riconosciute anche nel  nuovo contesto sociale. I partecipanti avranno libero accesso al laboratorio tenendo piccoli laboratori di artigianato aperti a tutti col supporto organizzativo dei volontari di Artetica. I proventi, derivanti dai laboratori tenuti dai partecipanti durante il percorso formativo, saranno dati agli stessi ,come riconoscimento dell'impegno profuso.

 


ATTIVITA’ DI COINVOLGIMENTO
Per i migranti presenti nel gruppo verrà resa possibile inoltre la partecipazione alle attività promosse dal Villaggio La Brocchi, e da altri centri di accoglienza presenti sul territorio, in modo da favorire l'incontro, la socializzazione e il mutuo-aiuto con altre comunità. Il Progetto FoSaM, primo ed unico nel suo genere, oltre che formare 10 operai forestali e favorirne l’inserimento lavorativo intercettando i bisogni del territorio del Mugello, intende contribuire a creare le basi per una reale integrazione dei partecipanti nella comunità di riferimento proponendosi come modello di lavoro da esportare in tutte le altre realtà Italiane dove è presente la necessità di preservare il territorio.
Il progetto prevede inoltre la creazione di una documentazione video-fotografica del percorso che i beneficiari seguiranno. Lo scopo è di favorire quindi una più equa, reale ed efficace visibilità di questo progetto che mira ad un'educazione e auto-educazione all'integrazione sociale e culturale. La comunicazione visiva, oramai affermatasi come forma principale di informazione nella nostra società, può favorire una maggiore accettazione dell'altro come essere unico con le sue diversità, diversità che possono essere finalmente percepite, se ben "costruite", progettate e vissute sotto un nuovo punto di vista che vorremmo divenisse un'educazione civica e sociale all'accettazione dell'altro, alla condivisione, alla salvaguardia dell'ambiente e alla presenza di una comunità attiva e interculturale che collabora e coopera per un bene comune. Insieme all'efficacia della comunicazione visiva e alla sua promozione sul territorio italiano, come progetto pilota che può essere attuato e praticato su più campi sia educativi che lavorativi.
La documentazione mira alla creazione di un piccolo libro che racconti con una scrittura "creativa" il percorso svolto e le sue conseguenze sia a livello individuale per i migranti stessi che a livello di piccola e grande comunità, come può essere la regione Toscana e ogni regione fino a coprire tutta l'Italia. Una testimonianza che potrà essere condivisa nelle scuole, nelle piccole comunità, nei luoghi in cui si affronta tale argomento ma non solo. Che arrivi anche al di fuori di queste "zone limite". Che sia una testimonianza sulla possibilità di un mondo nuovo, un piccolo occhio che osserva un cambiamento. Cambiamento che ogni persona potrà "vivere" guardano le immagini e leggendo la storia che raccontiamo, una storia possibile.

 


Risultati attesi
7 uomini formati e con buone competenze in ambito di salvaguardia forestale da un punto di vista sia teorico che pratico.
Sensibilizzazione della cittadinanza della località Borgo san Lorenzo e non solo, anche del comune di Firenze nei confronti dei cittadini migranti presenti nel territorio
Miglioramento delle modalità d’integrazione e accoglienza dei cittadini migranti sul territorio di Borgo san Lorenzo e di Firenze.

 


Beneficiari
Beneficiari diretti: 7 Uomini in situazione di disagio e/o rischio marginalità sociale
Beneficiari indiretti: comunità montana del Mugello

 


Implicazioni partner locali
Il Progetto si inserisce in una zona Gestita dalla Comunità Montana dei Comuni del Mugello che appalta i lavori sul territorio a Cooperative Agricolo-Forestali.
I corsi sono realizzati dalla Comunità Montana Valdarno e Valdisieve che è l’ente Formatore di tutte le Guardie Forestali delle Varie Comunità Montane Toscane, nonché degli operai forestali delle suddette Cooperative che lavorano sul Territorio. I corsi di scambio interculturali saranno realizzati con Cooperative sociali già attive in territorio Mugellano come Artetica, Villaggio Labrocchi, Officina Lieve. L’ accoglienza dei beneficiari è inserita in una struttura montana di proprietà della Comunità Montana del Mugello e messa a disposizione gratuitamente per la realizzazione di questo progetto.

 


Sostenibilità del progetto
Dopo il corso i beneficiari saranno sostenuti nella creazione di un'impresa di carattere sociale per accedere ai bandi d'assegnazione dei lavori per la Comunità Montana andando ad occuparsi della pulizia dei sentieri, degli alvei fluviali e della cura delle aree forestali.

 

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