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Organizzazione Umanitaria
ONG Bambini nel Deserto Onlus

Il CSPS di Djibo

BURKINA FASO

Regione del Sahel, Provincia di Soum, Comune di Djibo

Emergenze Umanitarie
Salute

Costo del progetto: 174.000 €

Stato: PROGETTO COMPLETATO

Il progetto si inserisce nel quadro delle iniziative di emergenza a favore delle popolazioni vulnerabili del Burkina Faso, promosse da Cooperazione Italiana (Ministero degli Affari Esteri) a seguito della doppia situazione di crisi maturata nel corso del 2012-2013, che ha coinvolto la regione del Sahel a seguito da un lato della grave crisi alimentare, dall'altro dell'impatto esercitato sulle popolazioni locali dall'arrivo dei profughi Maliani.

 


Anno

2014

 


Contesto locale

Il Burkina Faso è un Paese dell’Africa occidentale senza accesso al mare, con una superficie di circa 270.000 km² e una popolazione di 16.1 milioni di persone. È anche uno dei Paesi il cui indice di sviluppo umano è tra i più bassi del mondo: nel 2013 è classificato 183° su 196.
Gli indicatori di accesso alla salute e di performance del sistema sanitario nel Paese, e in particolare nella Regione del Sahel, sono estremamente bassi. Il tasso di frequentazione delle formazioni sanitarie nel distretto di Djibo (che equivale alla provincia di Soum) per i bambini da 0-5 anni è di circa un contatto all’anno, allorché la sola incidenza della malaria è superiore a un episodio all’anno per bambino 0-5 anni: questo. Considerando anche le altre patologie alle quali un bambino va incontro in un anno solare (diarree, infezioni respiratorie acute e malnutrizione, oltre alla malaria, sono le più dffuse) ciò significa che non tutti gli episodi di malattia ricevono cure adeguate. Le ragioni di questo sono da ricercare in tre tipi di barriere:

  • la barriera socioculturale (non accettazione della medicina moderna da parte dei parenti)
  • la barriera economica (costo elevato delle cure)
  • la barriera geografica (distanze importanti tra il luogo di residenza e la formazione sanitaria, scarsità o assenza di mezzi di spostamento).

 

La barriera socioeconomica può essere affrontata attraverso un lavoro di comunicazione e sensibilizzazione delle comunità via più canali (teatro, implicazione dei leader religiosi, dei terapeuti tradizionali e degli “agents de santé communautaire”, radio…).

La barriera economica costituisce un problema più complesso che richiede politiche di esenzione per gli strati più vulnerabili (indigenti, donne incinte, bambini al di sotto dei 5 anni).

La barriera geografica si può abbattere semplicemente avvicinando le popolazioni al sistema sanitario, attraverso sia la riabilitazione di nuovi CSPS, sia l’instaurazione di uscite regolari del personale dalle formazioni sanitarie verso i villaggi, per alcune attività specifiche (vaccinazioni, ricerca di malnutriti, distribuzione di zanzariere…). Per altre attività (soprattutto curative) tuttavia la distanza geografica continua a costituire un problema: nel distretto di Djibo la distanza media tra un villaggio e un CSPS è di 11,2 km, con punte di 58 km. Se si considera che tali distanze sono percorse il più sovente a piedi dalle donne con i loro figli piccoli, appare chiaro come la decisione di recarsi presso un centro sanitario (il cui costo è inoltre spesso troppo elevato) venga presa solo quando lo stato di salute del paziente è critico, il che aumenta ulteriormente i costi da sostenere. Infatti, sebbene il distretto di Djibo abbia due ambulanze, queste si occupano solo del trasferimento dei pazienti dal CSPS all’ospedale di distretto ed, eventualmente, a quello regionale fino al centro ospedaliero universitario (CHU) di Ouagadougou, senza però andare a prendere i pazienti presso il loro domicilio.
La scarsità di CSPS e la difficoltà di avvicinare i servizi alla popolazione è sintomo della debolezza del sistema sanitario che, soprattutto nel Sahel, soffre di un’insufficienza cronica di risorse, tanto materiali quanto umane.
Su questo contesto già difficile, la crisi nel Mali settentrionale e il conseguente afflusso importante di rifugiati ha ulteriormente peggiorato la pressione. Inizialmente installati disordinatamente presso le frontiere, i rifugiati sono stati “rilocalizzati” in due grandi campi gestiti dal governo, presso i villaggi di Goudebou (Dori) e Mentao (Djibo). Sebbene nei campi siano presenti dei dispensari, i rifugiati che vivono nel Comune di Djibo frequentano i CSPS locali; inoltre i dispensari dei campi non posseggono tutto il materiale diagnostico e l’apparato tecnico necessario a garantire tutte le cure, per cui un gran numero di pazienti viene trasferito all’ospedale provinciale, che assorbe così più risorse per far fronte al più alto numero di pazienti.

 


Obiettivo

Attraverso la riabilitazione di un Centro di Sanità e Promozione Sociale (CSPS) nel Comune di Djibo, il progetto – frutto di una richiesta esplicita delle autorità locali – mira a rafforzare le capacità del sistema sanitario di rispondere alle accresciute necessità della popolazione, in seguito all’arrivo di rifugiati dal Mali.

In particolare, l’intervento progettato permetterà al Comune di Djibo di rispondere in modo più adeguato all’accresciuta domanda di servizi sanitari dovuta alla presenza di rifugiati maliani nel territorio d'azione: circa 25.000 nel campo di Mentao e 850 fuori dai campi.

 


Risultati attesi

La riabilitazione e l’equipaggiamento del CSPS urbano a Djibo permetterà di aumentare l’offerta di servizi e decongestionare le
formazioni sanitarie attualmente esistenti, migliorando così anche la qualità delle cure a beneficio di tutta la popolazione.

 


Attività

Il progetto prevede riabilitazione ed equipaggiamento di:

  • un dispensario (due sale per le visite dei pazienti, una sala per le osservazioni, una sala per il personale di guardia, una sala di trattamento, un ufficio-cassa, un magazzino e una sala d’attesa);
  • una maternità (due sale per le visite delle pazienti, una sala parto, una sala per i ricoveri post-parto, un magazzino e una sala d’attesa)
  • un deposito farmaceutico (un’unica sala);
  • un blocco di tre latrine individuali.

Trovandosi il nuovo CSPS in area urbana, è stato convenuto con le autorità locali di non costruire alloggi per il personale, l’alloggio non costituendo un problema a Djibo.

 


Beneficiari

La popolazione totale del Comune di Djibo conta 13.579 famiglie, pari a 73.325 persone.

I dati forniti da UNHCR indicano inoltre nella provincia del Soum la presenza di 172 famiglie di rifugiati fuori dai campi, per un totale di 848 persone.

Direttamente ed indirettamente, tutta la popolazione dell’area urbana e periurbana di Djibo beneficerà dell’azione del progetto, nella misura in cui la presenza di un centro sanitario in più migliorerà l’accesso alla salute da parte di tutti gli abitanti.

 


Partner

Il progetto verrà condotto in partenrship con il Conseil Régional des Unions du Sahel (CRUS), associazione che federa le organizzazioni di produttori della Regione del Sahel.
Attiva nei settori della sicurezza alimentare, del pastoralismo, della gestione delle risorse idriche ed ambientali e della promozione femminile, raggruppa 64 Unioni composte di 1998 gruppi di produttori, per un totale di circa 40.000 membri.

 

 

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