Ramlia é un villaggio a margini di una piccola oasi di palme da dattero nella regione di Tafilalt, provincia di Er-Rachidia, nel sud est del Erg Chebbi, in Marocco, a 40 km dalla frontiera con l’Algeria. Si trova sulla direttrice (pista nel deserto) che da Merzouga conduce verso Zagora e negli ultimi anni le comunicazioni si sono fatte sempre più difficoltose; il villaggio più vicino (Bir Ouzina) presenta le medesime caratteristiche e difficoltà. Attualmente vivono a Ramlia 30 grandi famiglie di etnia berbera, corrispondenti a 309 abitanti, di cui 100 bambini tra 1 mese e 10 anni. Nei dintorni del villaggio vivono una decina di famiglie che continuano ad abitare nelle classiche tende poiché dedite ancora prevalentemente all’allevamento itinerante. L'accesso all'acqua potabile è difficoltoso, attualmente la popolazione si reca a prendere l’acqua con l’ausilio degli asini presso un pozzo distante 5 km, l'unico a offrire acqua dolce tutto l'anno. Nel villaggio non esistono né strutture né personale sanitario. Il presidio più prossimo è il dispensario di Tafraoute (30 km pista), con un infermiere, ma sfornito di medicinali. Il presidio sanitario alternativo è a Merzouga (75 km) mentre l’ospedale si trova a Rissani (120km). Non esiste una campagna di vaccinazioni e non ci sono controlli medici né sul monitoraggio di crescita dei bambini, né sulla trasmissione delle malattie infettive. Il villaggio non è collegato alla rete dell’energia elettrica. Recentemente gli abitanti si sono tassati e hanno acquistato un generatore diesel per consentire l'illuminazione nelle abitazioni. Nel villaggio non esiste telefonia fissa e per poter utilizzare i cellulari è necessario spostarsi di 20km. La percentuale di analfabetismo degli adulti è del 50%, tale carenza affligge soprattutto le donne, per le quali il tasso sale all’80%. La popolazione vive in generale in uno stato di grande povertà e privazione. Tra le attività generatrici di reddito quella principale è l’artigianato (tappeti e monili), a cui si aggiungono l’agricoltura e l’allevamento e, molto limitatamente, il settore turistico. E’ presente una scuola costituita da due sole aule, prive di alcun tipo di illuminazione, dove due maestri svolgono le lezioni dirette a 26 bambini, di cui 18 maschi e 8 femmine. Non esistono corsi di alfabetizzazione per adulti. Nel villaggio è presente un palmeto irrigato con una khettara (sistema idrico molto antico utilizzato localmente), dove si oncentrano le coltivazioni della comunità, la quale riscontra un gran numero di problemi di malattie a piante e palme, ma senza conoscerne le motivazioni. Fino a qualche tempo fa l'acqua della khettara era utilizzata ad uso potabile, ma ora è rischioso per la presenza di cadaveri di roditori e altri piccoli animali. Una seconda khettara irrigava un altro terreno, ma dopo la grande siccità dei primi anni 90 questa non ha più funzionato, causando l'esodo di numerose famiglie. Recentemente si è costituita un associazione (Associazione Ramlia) il cui scopo principale è lo sviluppo e la tutela della comunità locale. L’associazione, nata nel 2006 e riconosciuta dal 2007 dal governo del Marocco, é formata da persone istruite che con spirito solidaristico e attraverso il lavoro collettivo tentano di migliorare le condizioni di vita di tutta la comunità. Recentemente, con la collaborazione della popolazione locale, hanno avviato la costruzione di un edificio da utilizzare come sede, ma i pochi mezzi non permettono di completare l'opera e arredarla per consentire lo svolgimento di corsi di alfabetizzazione, e altre attività necessarie allo sviluppo della comunità. |