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Mi chiamo Anna Perrella e questo è il mio Burkina (3a parte)

Ma veniamo al secondo principale progetto in cui sono stata impegnata nel corso del mio stage; la Scuola Materna Maison des Enfant, chiamata anche "scuola con le orecchie", per la sua forma particolare ospita due classi ed è situata nel villaggio di Nagréongo.
Nagréongo è un villaggio situato a circa 40 km dalla capitale. Per arrivarci facevamo un lungo, a volte interminabile, viaggio in taxi-brousse.
Ma cos'è il taxi-brousse? È un piccolo pulmino che dovrebbe contenere al massimo 12 persone, ma in cui ci si sta "comodamente" in 25. Con annesse valigie, bici, motorini, polli e capre sul tettuccio. Se non l'avessi visto non ci crederei.
Sicuramente un viaggio in taxi-brousse è da una cosa da fare assolutamente se si vuole assaporare la vera Africa.


Uno, due o tre diversi taxi-brousse per arrivare a Nagréongo, dipendeva dalla fortuna. Dopodiché bisognava camminare per un bel tratto per poi arrivare, anche se spesso venivano in nostro soccorso, soprattutto quando si era già fatto buio, dei ragazzi che lavoravano ad una Boulangerie, nata grazie a BnD. Ci portavano soprattutto i borsoni in moto fino alla nostra casina. Senza acqua, senza energia elettrica e senza water. La vera Africa.
Nagréongo mi è piaciuto particolarmente fin dall'inizio, lì finalmente si respirava, niente a che fare con l'odore acre di Ouaga. Una volta passeggiando a Ouaga sanguinò addirittura il naso a Laura. Irrespirabile.
C'era più natura e meno comodità, ed era bellissimo così. Stranamente mi sentivo molto più al sicuro rispetto a Ouaga, nonostante lì avessimo anche un custode, notte e giorno. Mi dava un senso di pace. Le passeggiate poco prima del tramonto erano una delle cose più emozionanti, c'era un paesaggio inimitabile.

 

 

 

Le attività alla Maison des Enfants sono molto strutturate e si svolgono solo durante la mattina, mentre nel pomeriggio si preparano i materiali per il giorno seguente. Lavorano alla scuola due maestre e tre stagiste; tutte formate dai corsi tenuti da Bruna Montorsi, la direttrice. Se dovessi descrivere la scuola di Nagréongo penserei ad una piccola oasi felice.
La maggior parte dei bambini in Burkina Faso non ha particolari stimoli in casa, almeno da quello che ho potuto notare. In questa scuola di BnD invece, hanno chi li stimola a scoprire, a sperimentare, a giocare. E non è un ovvietà.
Il momento del gioco ha un ruolo fontamentale, si capisce quanto sia grande il bisogno di un bambino di espirmersi. Durante le loro ricreazioni i bambini urlavano, cantavano, correvano.
Io facevo sempre la parte della nassara che li rincorreva per mangiarli, li acchiappavo e li portavo dalla Laura e dalle altre maestre che mi aiutavano a finire quell'ottimo pasto, "Volete favorire?" chiedevo sempre. 
Quante risate!


Giocavano, bimbi e bimbe, a cucinare il riso, gli spaghetti, il pollo..qualsiasi cosa gli passasse per la testa per poi portarci la ciotola piena di sabbia per farci assaggiare quello che avevano preparato per noi.Ho notato che, rispetto alla maggior parte dei bambini italiani, loro cadevano e si rialzavano come se niente fosse, si scrollavano la sabbia e ripartivano a giocare.

Anche se si erano fatti dei taglietti o delle escoriazioni. Io, avendo lavorato in una gelateria, ho visto passare tanti bimbi dai 3 ai 5 anni, e tendenzialmente non c'era questo automatismo.
Le pareti delle classi sono ricoperte di stimoli visivi, e delle opere di questi piccoli artisti. 

Anche se i bimbi parlavano solamente in morè, siamo riuscite a comunicare, non che avessimo alternative; i bambini erano così curiosi che non ti lasciavano da sola un secondo.
Abbiamo avuto la fortuna di poter vedere l'inizio dei lavori per la costruzione del pozzo della scuola materna. È stato costruito al di fuori dei cancelli della scuola in modo tale che tutti potessero usufruirne liberamente.

 

 


A Novembre abbiamo fatto poi da supporto alle attività del corso di formazione diretto da Bruna Montorsi, Prosper Sama e Karim Kabore. È stato molto interessante e istruttivo, soprattutto perché io non avevo alcuna conoscenza di base del modo di apprendere di un bambino della materna. C'è stata una parte teorica ed una più interattiva con dei giochi.

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