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Mi chiamo Anna Perrella e questo è il mio Burkina (2a parte)

Nella mia breve esperienza in Burkina Faso, grazie alla collaborazione con l'associazione burkinabe' ADJUDS, siamo riuscite ad organizzare anche dei laboratori di musica e danza tradizionale. I giovani musicisti sono riusciti a far suonare e ballare anche i ragazzi più timidi. È stata una festa per tutti. 

A Garage Italia è anche attivo un corso di informatica, gestito da un volontario dell'associazione ADJUDS.
I ragazzi dovrebbero continuare a seguire le attività che abbiamo loro proposto grazie all'aiuto dell'associazione partners di BnD.
Sicuramente Garage Italia, dove abitavamo quando eravamo a Ouaga, era una realtà comoda. C'era l'acqua corrente e l'elettricità (quasi sempre).
Potevamo andare al mercato è trovare una certa varietà di verdura, potevamo andare nelle boutique ad acquistare generi anche più occidentali, come la pasta. Mangiavamo sempre le stesse cose, secondo l'ottica occidentale, secondo l'ottica burkinabe' invece avevamo una alimentazione varissima.
Andare al mercato era una palestra di vita. Dovevamo farci capire e capire loro in francese, o a gesti. Contrattare, si perché alle nassara (le bianche) veniva spesso triplicato il prezzo. E questo valeva per il mercato, per i taxi, per ogni cosa.
Ogni tanto questo atteggiamento, che è poi comprensibile da un lato, mi dava proprio fastidio. Ho perso il conto delle volte in cui ho detto "Sono nassara, mica scema" con Laura. Non erano tanto quei franchi pagati in più, ma l'atteggiamento. Al nostro passaggio era un continuo di "Nassara, nassara...", tutte le signore del mercato che cercavano di attirare la nostra attenzione sui loro prodotti.
Alcune di loro hanno detto che ci sarebbero venute a trovare in Italia. Altre ci chiedevano di portare i loro bambini in Italia con noi...
Questa figura del "bianco salvatore" credo sia profondamente sbagliata. Ed è probabilmente colpa del modo di lavorare di alcuni occidentali in Burkina Faso e/o di alcuni tipi di pubblicità che passano sui media occidentali e che, visto che oramai con internet si può vedere qualsiasi programma di un altro stato, sono arrivate fino a loro.
Una domenica pomeriggio io, Laura, Marcel (il giovane presidente di Adjuds) e un suo amico, abbiamo iniziato a parlare di questo problema.
Anche secondo loro il vero cambiamento può passare solo dal popolo burkinabe'. Marcel, quasi ormai alle lacrime, ci ha parlato di quanto questo modo di rappresentare l'Africa (con immagini solo di bambini denutriti in cui il salvatore è sempre e solo l'uomo bianco, e senza mostrare le loro tradizioni, usi e costumi, la loro cultura) sia profondamente sbagliato. Lui, un giovanissimo burkinabe', laureato in legge, sicuramente nato in una condizione più favorevole rispetto alla maggior parte della popolazione, che si impegna per far migliorare le condizioni di vita del suo popolo era visto sempre come meno degno di fiducia rispetto ad un partners italiano.

 

Dopo soli tre giorni dal nostro arrivo ci ha chiesto di accompagnare lui e degli altri appartenenti alla loro associazione ad un incontro con tre marabutti. Noi ci siamo domandate che apporto avremmo potuto potuto portare visto che non parliamo il More, e i marabutti non parlavano francese.
Marcel, un po' imbarazzato, ci confesso che lui aveva parlato loro di una organizzazione loro partner di italiani; quindi in sostanza serviva la presenza delle nassara per dar fiducia al progetto. Tristissimo.

 


Io e Laura siamo due buone forchette e devo dire che abbiamo sofferto per il cibo, niente ci sembrava avesse gusto, poi però, grazie soprattutto a Bruna, siamo riuscite a scoprire le tante cose buone che il Burkina Faso offriva, tante no, qualcuna, non esageriamo.
Bruna ci ha fatto scoprire il pollo all'aglio ucciso (si, non è un bel vedere) e cucinato davanti a noi in un maki vicino al Garage. Buonissimo. Lo ordinavamo e lo tiravavano fuori direttamente da sotto il bancone in legno. Pollo e patate, una gioia. Il guacamole, un lusso che potevamo permetterci solamente quando Sama riusciva a portarci in un Samaritan o ai Marina Market, negozi meglio forniti rispetti alla media...

Fine della Seconda Parte alla prossima!

 

 

 

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