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Organizzazione Umanitaria
ONG Bambini nel Deserto Onlus

Mi chiamo Anna Perrella e questo è il mio Burkina (1a parte)

Mi chiamo Anna Perrella, e sono una corsista della 10a edizione del Corso per Volontari della Cooperazione Internazionale di Modena. Il 12 Ottobre scorso sono partita alla volta di Ouagadougou, capitale del Burkina Faso per uno stage con l'ONG Bambini nel Deserto ONLUS.
Ho partecipato principalmente a 2 progetti in Burkina Faso: Garage Italia e la Scuola Materna di Nagréongo.

 

Garage Italia è un progetto di formazione professionale e alfabetizzazione ed è situato a Cissin, un quartiere popolare di Ouagadougou. 

È una scuola frequentata sei giorni su sette da 13 ragazzi dai 13 ai 19 anni; esclusi dai contesti formativi tradizionali o che, purtroppo, non vi hanno mai avuto accesso. Viene insegnato loro un mestiere, quello del meccanico e, due volte a settimana fanno lezione con Beatrice Zoungrana, l'insegnante di francese e di matematica base.
Alcuni sono completamente analfabeti, altri hanno livelli base, pochi livelli un po' più elevati di francese. Durante le lezioni i ragazzi vengono divisi in gruppi per meglio affrontare le difficoltà di ognuno di loro. Credo sia molto importante come progetto perché ha un impatto forte sulla comunità, dando un’ opportunità di apprendimento e, successivamente, di lavoro a molti ragazzi che probabilmente senza questo luogo cercherebbero di emigrare.
Io, Laura e gli altri volontari a cui abbiamo "ceduto la palla" nel mese di dicembre ci siamo chiesti cosa potevamo portare a questi ragazzi? E che cosa avrebbero voluto fare? E' nata l'idea di fare laboratori artistici di vario tipo. Chili e chili di materiale in valigia e siamo partite. Tempere, acquerelli, colori a cera, fogli da disegno, matite, pennarelli, pennelli... di tutto e di più! 
Abbiamo pensato ad un tipo di attività che potesse continuare anche senza di noi, e senza altri volontari. Grazie a Laura, la mia compagna di viaggio, che è diplomata al liceo d'arte, e grazie a tutti i consigli e i suggerimenti di Bruna Montorsi, siamo riuscite a creare un laboratorio ben riusciuto! Devo ammettere che anche io ogni settimana aspettavo con ansia quel giorno. Ero tornata bambina!


Degli adolescenti appassionati di meccanica, interessati anche all'arte?

Sì, esattamente! Appena abbiamo mostrato loro il materiale che abbiamo portato, si sono caricati di voglia di fare, di energia! Nonostante amassero molto disegnare (alcuni di loro sono particolarmente bravi!) non avevano mai avuto qualcuno che spiegasse loro delle tecniche differenti. Sono venuti a contatto per la prima volta con dei materiali nuovi, e questo li ha resi davvero entusiasti!
Abbiamo deciso di intraprendere un percorso sull'identità e il giovedì era il giorno tanto atteso. Nel primo incontro abbiamo lavorato sull’idea che abbiamo di noi stessi; i ragazzi si sono rappresentati utilizzando matite, pennarelli e colori a cera. Il secondo incontro è stato un’esplosione di carica; abbiamo deciso di uscire dalla staticità dei colori su foglio bianco facendogli decorare il supporto con spugne e spazzolino da denti intinti nella tempera.

Successivamente si sono rappresentati dopo essersi osservati allo specchio. Nel terzo incontro, i ragazzi hanno disegnato un loro compagno, sempre su un supporto decorato da loro con gli acquerelli. Durante il quarto incontro abbiamo utilizzato un foglio colorato coi colori a cera, per poi inciderci con una graffetta, rappresentando un amico, compagno o familiare.

Per il quinto incontro abbiamo deciso di utilizzare la carta di giornale: abbiamo steso tempera misto a vinavil e successivamente hanno rappresentato una persona a loro molto cara. Parola chiave del sesto incontro, sfogarsi. Nel sesto incontro hanno dato sfogo alla loro creatività, utilizzando carta da giornale, vinavil, tempere, oggetti trovati in giardino... È stato emozionante vedere il loro entusiasmo.
Non sono mancate le occasioni anche per i giochi motori come "grattugia", "un due tre stella", "ruba bandiera", o per giocare semplicemente ad una partita a calcio. Tra noi volontarie e i ragazzi si è creato un rapporto bellissimo. Ci siamo ascoltati, ci siamo confrontati, ci siamo davvero voluti bene. 

Conoscerli mi ha davvero arricchito.
 

Pranzavano acquistando, o meglio acquistava BnD, il pranzo da una signora che prepava riso, spaghetti, cous cous, ... ma mangiavano con una velocità sbalorditiva ed erano già pronti a giocare, disegnare, parlare... Ho ancora contatti con i ragazzi, quelle poche volte che riescono ad avere una linea internet.
È stata dura ripartire alla volta dell'Italia, vedere alcuni di questi piccoli grandi uomini piangere per la nostra partenza mi ha spezzato il cuore e, nello stesso tempo mi ha dato consapevolezza che il nostro tempo lì con loro non è stato vano. È nata una bellissima amicizia con Beatrice l'insegnante di francese... una relazione autentica.

Una persona fondamentale per noi in Burkina? Il nostro salvatore e amico? Beh... Prosper Sama. E non dimentichiamoci della sua meravigliosa famiglia.
Ricorderò sempre il Burkina Faso come un paese meraviglioso non certo per le bellezze naturalistiche (avete mai visto Ouaga?) ma per le persone che ho avuto la fortuna di conoscere.
Sama è una persona intelligentissima, un vero amico, che ci ha dispensato delle parole dal cuore, che ci hanno commosso. Ci ha aiutato quando Laura aveva la febbre e avevamo paura avesse la Palu (chiamano così la malaria), ci ha dato un infinità di passaggi, ci aperto la sua casa come se fossimo di famiglia.

 

Fine Prima Parte... alla prossima!

 

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