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Organizzazione Umanitaria
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Ma cos'è un'isola neonatale?

Una spedizione di successo raccontata da Anna....

 

“Ciao Margherita , vado in Marocco serve qualche consegna? “

Così è iniziata la nostra avventura, ogni volta che si parte c’è sempre qualcuno che deve trasportare qualcosa che ha promesso agli amici lontani e così è successo anche questa volta. Sto partendo insieme ai partecipanti al Tuareg Rallye  2016 con l’associazione umanitaria e sportiva Energia e Sorrisi di Altavilla Vicentina, raggiungeremo il Marocco con due camion, uno per le moto da gara ed uno carico di aiuti umanitari tra cui l’isola neonatale; ma facciamo un passo indietro, l’isola è pronta da Medicus Mundi di Brescia, ma è talmente grande e ha alcune parti molto delicate, che Medicus Mundi deve addirittura costruire una gabbia di legno per preservare l’isola durante tutto il viaggio. E' notte, quando poi Guido ed io grazie ad un amico che ci ha prestato un camioncino furgonato, riusciamo a portarla ad Altavilla, pronta l’indomani per il carico sul camion, il tutto ad un soffia dalla partenza, per fortuna tutte le cose sono andate per il verso giusto, ma.. c’è sempre un ma! come faremo a passare la dogana? la documentazione necessaria è tutta pronta, ma dall’ospedale di Errachidia ancora non ci rispondono. Noi diciamo sempre che i problemi sono opportunità in tuta da lavoro, quindi partiamo.

 

 

Abbiamo la fortuna di conoscere tramite altri amici il console del Marocco a Verona, sarà lei il nostro lasciapassare alla dogana.

In effetti qualche problemino in dogana lo abbiamo avuto, perché dallo scanner fatto al camion, non si capiva bene cosa fosse la cassa che trasportavamo stipata in mezzo agli scatoloni, fortunatamente nel momento del carico avevo fatto alcune foto che hanno tranquillizzato i doganieri, e così via.. fuori dal porto verso la meta del nostro viaggio.

Dopo aver scaricato tantissimi scatoloni durante il passaggio nei villaggi del sud marocchino, eccoci finalmente al grande giorno: ci accompagna un amico e referente di BND Giacomo Ferri; il nostro “camione “si muove lento per le stradine di Errachidia ma il nostro autista è davvero bravo a prendere le misure per entrare e fare manovra nel parcheggio dell’ospedale, senza prima, però aver alzato i cavi dell’impianto elettrico aereo che si stagliavano sull’ingresso.

 

 

La  gente del posto ci guarda incuriosita, ci vengono in aiuto gli addetti alla sicurezza che insieme ai nostri  volontari scaricano con mille attenzioni l’isola dal camion e la spingono all’interno dell’ospedale, i soffitti sono talmente bassi che facciamo lo slalom tra i cartelli che indicano i vari reparti. Eccoci quindi arrivati al reparto di neonatologia, la sorpresa del dott. Elouardi è grande, è il responsabile di pediatria e una persona eccezionale, lo avevo conosciuto anni fa , sempre con Giacomo, quando gli abbiamo portato due bancali di latte in polvere (frutto di altre donazioni ). Potrebbe starsene tranquillamente nella capitale, ma ha scelto questo piccolo ospedale ai confini con il deserto, perché consapevole dei bisogni di tante povere famiglie. Ben presto accanto alla “nostra isola “ si radunano tante altre persone, la collega pediatra che già pensa a quando e come poterla utilizzare, i responsabili dell’ospedale, gli infermieri e  qualche bimbo curioso che sta aspettando di essere visitato. Il dott. Elouardi è quasi commosso, è di poche parole, ma la sua espressione tradisce la gioia per quello che finalmente potrà fare con questo apparecchio. Lasciamo il dottore e i colleghi intenti nel compito di sbancalare e controllare  tutte le parti tecniche del nostro “dono” e dopo le foto di rito ci preoccupiamo di raccogliere carte e timbri per la gioia dei doganieri che sicuramente ci chiederanno dove abbiamo scaricato la nostra gabbia misteriosa.

 

 

Non conosco personalmente i donatori, ma a loro va il mio  sentito grazie a nome di tutta la comunità di Errachidia, vorrei poter esprimere tramite queste poche righe la gratitudine che ho potuto leggere negli occhi e nei volti delle persone a cui è arrivato un macchinario che sicuramente cambierà di molto il modo di vita di tanti bimbi.

 

 

 

 

 

L'Ospedale di Errachidia ha ancora bisogno di noi!!!

 

 

 

 

Abbiamo trovato due incubatrici da acquistare ad un prezzo di favore ma ci servono i fondi...
Ci vuoi dare una mano?

 

IBAN: IT 24G 01030 1290000000 1500048

Causale "Materiale pediatrico Marocco"

 

 

Più informazioni le puoi trovare sulla scheda del progetto: Materiale pediatrico in Marocco.

 

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