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Organizzazione Umanitaria
ONG Bambini nel Deserto Onlus

22 maggio - Giornata Mondiale della Biodiversità

 

22.06.16 - Diversità è Ricchezza. Un’affermazione molto attuale (ahimè non da tutti condivisa) che la Natura ci mostra da sempre, attraverso l’innumerevole quantità di organismi viventi che popolano la Terra e che la rendono viva: la Biodiversità.
Questa meravigliosa varietà non è solo una ricchezza dal valore inestimabile, ma è la vita stessa, perché tutti gli esseri, i geni, le specie sono legati tra loro e attraverso questo legame producono materie prime, regolano il clima, i cicli dell’acqua, l’impollinazione e rendono il suolo fertile.
La Natura ha prodotto questo intricato meccanismo in miliardi di anni e l’uomo in pochi secoli lo sta minacciando in modo molto serio e preoccupante: inquinamento, cambiamenti climatici, deturpazione delle risorse, rifiuti, cancellazione degli habitat…problemi che riducono la biodiversità e che quindi a loro volta si intensificano, perché con una maggiore varietà gli ecosistemi si difendono in modo più potente agli attacchi. Un pericolosissimo circolo che impoverisce la Terra e mette in pericolo la vita di ogni essere che la abita.

 


Non solo oggi quindi, ma ogni giorno sempre più, dovremmo ricordarci di quanto tutti con la nostra preziosa diversità siamo legati l’uno con l’altro, di quanto tale relazione ci renda più ricchi nell’immediato e soprattutto di quanto questa diventi di importanza vitale negli anni, per noi e per le generazioni future.
Bambini nel Deserto da’ contributo alla tutela della biodiversità con il vivaio di Kao, in Burkina Faso.
Gestito da una cooperativa femminile di 140 donne, il vivaio produce una grande varietà di piante destinate alla riforestazione e alla lotta alla desertificazione.
Un piccolo ma importante contributo, che sommandosi agli altri diventa vitale. Come la storiella del bambino che salva le stelle marine:


Una tempesta terribile scoppiò sul mare. Ondate gigantesche si abbattevano sulla spiaggia e aravano il fondo marino scaraventando le piccole bestiole del fondo, i crostacei e i piccoli molluschi, a decine di metri dal bordo del mare. Quando la tempesta passò, rapida come era arrivata, l’acqua si placò e si ritirò. Ora la spiaggia era una distesa di fango in cui si contorcevano nell’agonia migliaia e migliaia di stelle marine. Erano tante che la spiaggia sembrava colorata di rosa. Il fenomeno richiamò molta gente da tutte le parti della costa. Arrivarono anche troupe televisive per filmare lo strano fenomeno. Le stelle marine erano quasi immobili. Stavano morendo.

Tra la gente, tenuto per mano dal papà, c’era anche un bambino che fissava con gli occhi pieni di tristezza le piccole stelle di mare.

Tutti stavano a guardare e nessuno faceva niente.

All’improvviso il bambino lasciò la mano del papà, si tolse le scarpe e le calze e corse sulla spiaggia. Si chinò, raccolse con le piccole mani tre piccole stelle del mare e, sempre correndo, le portò nell’acqua. Poi tornò indietro e ripetè l’operazione.

Dalla balaustra di cemento, un uomo lo chiamò:

«Ma che fai, ragazzino?»

«Ributto in mare le stelle marine. Altrimenti muoiono tutte sulla spiaggia» – rispose il bambino senza smettere di correre.

«Ma ci sono migliaia di stelle marine su questa spiaggia: non puoi certo salvarle tutte. Sono troppe!» – gridò l’uomo. «E questo succede su centinaia di altre spiagge lungo la costa! Non puoi cambiare le cose!».

Il bambino sorrise, si chinò a raccogliere un’altra stella di mare e gettandola in acqua rispose:

«Ho cambiato le cose per questa qui».

L’uomo rimase un attimo in silenzio, poi si chinò, si tolse scarpe e calze e scese in spiaggia. Cominciò a raccogliere stelle marine e a buttarle in acqua. Un istante dopo scesero due ragazze ed erano in quattro a buttare stelle marine nell’acqua. Qualche minuto dopo erano in cinquanta, poi cento, duecento, migliaia di persone che buttavano stelle di mare nell’acqua.
“Per cambiare il mondo basterebbe che qualcuno, anche piccolo, avesse il coraggio di incominciare.”

 

 

 

 

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