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Facile e difficile

Garage Italia – In diretta da Ouaga 3.

Una mattina nell’attuale garage dei “due Adama” (non dunque ancora il Garage Italia) e tante emozioni che voglio provare a raccontarvi.

I ragazzi più giovani che lavorano con loro stanno montando un pistone: mi accorgo che stanno montando una fascia elastica al contrario. Col mio francese un po’ scarso e tutti i gesti di cui sono capace tento di spiegare loro che così non va bene. Mi ascoltano subito, con immediatezza ci capiamo  e con grande fiducia fanno come suggerisco. Non solo: approfittano della mia presenza e chiedono, chiedono… non so riportarvi tutta l’emozione che mi dà l’attenzione che mi prestano, il senso tangibile del credito che danno alle mie parole. E penso a Garage Italia, al nostro progetto formativo: le premesse ci sono tutte perché funzioni! E mi viene voglia di chiamarvi qui tutti.

 

Credo che la presenza di altri colleghi italiani qui sarà molto utile. Ai ragazzi, ai meccanici stessi e a voi che vorrete raggiungerci. Insieme (io so già che tornerò una volta avviato tutto, questo Paese mi sta davvero conquistando) potremo affiancare Adama e Adama nella loro attività formativa, organizzare sessioni specifiche su alcuni temi, magari invitando anche meccanici di altre officine per brevi corsi di specializzazione.

Il livello di professionalità tecnica che vedo è decisamente buono. Anzi la vera e propria “capacità di arrangiarsi” permette di trovare sempre una soluzione al problema anche quando non hai il pezzo o lo strumento giusto, cosa che noi forse – tutti ben formati e “studiati” – abbiamo un po’ dimenticato... Quello che forse  può essere migliorato con il nostro apporto è l’accuratezza nella riparazione, affinché ogni intervento possa essere più duraturo. Qui infatti tutto sembra rompersi, aggiustarsi e subito rompersi di nuovo. E intorno la polvere e la terra rossa fanno parte dell’ambiente, non puoi pensare di portare qui la pulizia delle nostre officine, dove tutto (o quasi) sta in un cassetto.

Qui sta forse il passaggio mentale che dobbiamo compiere quando arriviamo, se posso permettermi di condividere  un suggerimento che prima di tutto do a me stesso. Se infatti da un lato è molto facile integrarsi perché sono tutti molto accoglienti e ben disposti, dall’altro il rischio che sto vivendo è quello di voler applicare qui i nostri standard tout court. Il successo di Garage Italia starà piuttosto, a mio parere, nella capacità di integrare le nostre caratteristiche con quelle del posto.

Alcuni passaggi saranno semplici (per noi da trasmettere, per loro da far propri), come passare dal lavoro a terra a quello sul ponte. Altri più delicati, come appunto il discorso dell’ordine. Chi mi conosce, sa quanto sono preciso, eppure qui anche le mie cose sono tutte impolverate, c’è sempre qualche macchia di troppo. Ma non ci puoi fare niente. E anzi, superato il disagio iniziale, capisci che in fondo va bene così, anzi benissimo. Però insegnare che chiudere un motore con la terra dentro non è il massimo se vuoi che la riparazione duri può essere molto utile!

L’apparente disordine che percepisci è poi in realtà vivacità e attività. Mentre aiutavo i ragazzi alle prese col pistone, intorno era tutto in fermento di cose da fare: chi cambiava una gomma forata e chi sistemava dei freni ormai poco sicuri, chi controllava una carburazione malconcia e chi sostituiva un faro spaccato.

La stessa difficoltà di equilibrio la incontro quando si tratta di scegliere le attrezzature da acquistare. Come già ho scritto, vorresti il meglio di tutto ma qui nella maggior parte dei casi con un martello risolvi il problema e allora il timore è che una strumentazione eccessivamente ricca e raffinata possa da un lato risultare superflua, dall’altro dare del nostro Garage un’immagine troppo “alta” e allontanare i clienti. Quella del nostro Garage dovrà essere un’eccellenza per tutti.

 

Riccardo Cericola (Over2000 Riders)

12 gennaio 2014

 

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