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MGF: Contro la violenza partiamo dalla conoscenza

 

Domani, 25 novembre, ricorre la giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne. La violenza contro le donne ha molti aspetti, molti spazi e si alimenta di molti fattori, innanzitutto culturali e sociologici.

Una delle sue manifestazioni più drammatiche e, al tempo stesso, più complesse e delicate riguarda il fenomeno delle mutilazioni genitali femminili (MGF). È un tema complesso perché ha implicazioni e conseguenze della più varia natura, antropologica, medica, sociale, culturale, legale. Ed è un tema che chiama direttamente in causa il confronto multiculturale e i percorsi di integrazione.

Le MGF rappresentano un rito tradizionale, di origini antichissime, diffuso principalmente in alcuni paesi africani, ma anche in Medio Oriente e in alcuni paesi asiatici e dell’America Latina, ritenuto doveroso dalle comunità in cui viene praticato in ragione dei significati simbolici – soprattutto di carattere socio-culturale, religioso, e talvolta anche psicologico ed estetico – che gli sono attribuiti.

Anche in virtù dei consistenti flussi migratori che interessano l’Europa, i paesi occidentali hanno dovuto affrontare e confrontarsi con questo delicatissimo tema.

Secondo stime dell’Organizzazione Mondiale della Sanità vi sono tra 100 e 140 milioni di donne nel mondo sottoposte a MGF, di cui 500.000 nell’Unione Europea, e ogni anno sono circa 3 milioni le bambine sottoposte a tale pratica.

Gli organismi internazionali ed europei e gli Stati nazionali, sia africani sia europei, sono concordi e fermi nel ritenere che le MGF rappresentano una gravissima violazione dell’integrità fisica, psichica e morale delle donne. Molteplici studi dimostrano che le MGF comportano serie conseguenze sulla salute fisica e mentale delle bambine e delle donne, anche per le patologie legate alle complicanze che ne derivano e che dipendono dalla gravità delle mutilazioni e dalle condizioni igienico-sanitarie in cui sono eseguite.

Per tali ragioni le MGF sono condannate e perseguite penalmente nella maggioranza degli Stati in quanto ritenute lesive dei diritti fondamentali delle donne e delle bambine.

Eppure il percorso per l’eradicazione di questa pratica è ancora lungo e difficile: le MGF continuano spesso ad essere praticate anche laddove vietate dalla normativa interna, nonostante la minaccia della sanzione.

Ciò comporta la necessità di interrogarsi non solo sulle strategie e le soluzioni da realizzare per raggiungere lo scopo dell’eliminazione di queste violentissime pratiche, ma anche sull’approccio con cui affrontare il fenomeno sia da parte di coloro che sono coinvolti nei progetti di accoglienza in Italia e in Europa, sia di coloro che operano nelle comunità e nei villaggi africani in cui tale pratica è tuttora diffusa.

La condizione fondamentale per affrontare questa tematica non può che essere quella della conoscenza e dell’informazione rispetto ad un fenomeno che percepiamo come estremamente distante da noi, dalla nostra cultura, dalle nostre tradizioni e dalla nostra struttura sociale, insieme al rispetto della donna, della sua storia individuale e sociale, delle sue paure, delle sue convinzioni.  Atteggiamenti di totale chiusura e giudizio moralistico, così come politiche legislative di mera criminalizzazione nei confronti di pratiche poste in essere da gruppi e comunità in osservanza al proprio sistema socioculturale e talvolta giuridico di riferimento rischiano di rivelarsi inefficaci e controproducenti per le stesse donne già vittime di violenza nonché per le bambine a rischio. Sono, pertanto, auspicabili soluzioni normative complesse e flessibili, percorsi di accoglienza e progetti di cooperazione che prevedano un sistema di supporto medico, psicologico, sociale e formativo anche in funzione preventiva, condiviso all’interno della comunità interessata, in modo da perseguire un superamento graduale, consapevole e duraturo di tali pratiche.

La consapevolezza e la conoscenza sono il primo passo per dare il nostro contributo.

 


Noi di Bambini nel Deserto ne siamo convinti. Per questo vi invitiamo a partecipare all’incontro che si terrà a Cerveteri il 25 novembre in occasione della giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, un momento importante per avvicinarsi, comprendere e confrontarsi su questo drammatico e complesso fenomeno.

 

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