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Obiettivo resilienza: le attività per la protezione delle famiglie vulnerabili

L'insieme delle azioni per la protezione delle famiglie vulnerabili previste dal progetto di intervento Obiettivo resilienza – promosso da Cooperazione Italiana allo Sviluppo in favore delle popolazioni colpite dalla doppia emergenza determinatasi, a partire dal 2012, con l'arrivo dei profughi maliani e sotto la pressione della già grave crisi alimentare – prosegue secondo i piani fissati.

 

 


Distribuzione dei kit igienico-sanitari

La vulnerabilità in termini di carenza d’igiene è particolarmente pericolosa per il rischio che presenta per la famiglia stessa e per il suo entourage, esponendo a infezioni batteriche, micotiche e dovute a parassiti. Al tempo stesso è difficile da identificare. Pone inoltre le persone che ne sono colpite in una situazione di isolamento e rigetto sociale, che ne cronicizza la vulnerabilità rendendo loro ancor più difficile l’uscita dalla povertà.
Nel caso specifico, i criteri di vulnerabilità, stabiliti attraverso la collaborazione tra autorità locali, Comités Villageois de Développement e leader comunitari, hanno portato a identificare 100 famiglie distribuite in 11 villaggi, riconducibili alle seguenti categorie:

  • famiglie molto povere (reddito inferiore a 0,90 €/giorno) e vulnerabili dal punto di vista socio-economico;
  • famiglie non in possesso di quanto necessario ad assicurare uno standard igienico minimo;
  • famiglie che vivono in un condizioni igieniche precarie;
  • famiglie sprovviste di qualsiasi appoggio esterno.

 

Priorità è stata data alle famiglie condotte da donne (vedove, ragazze-madri).

 

A ogni famiglia è stato consegnato un kit composto da:

  • 1 asciugamano
  • 3 spugne da doccia
  • 2 catini per il lavaggio delle mani dopo l’utilizzo delle latrine 
  • 2 tazze in plastica
  • 1 dozzina di mestoli e cucchiai di varie dimensioni
  • 1 zanzariera
  • 2 secchi
  • 1 cestino portasapone
  • 1 dozzina di saponette.

 

L’attività è da considerarsi conclusa.

 

 


Rigenerazione del capitale produttivo in termini di bestiame
Anche per questa attività, i criteri di vulnerabilità specifica sono stati identificati attraverso la collaborazione tra autorità locali, Comités Villageois de Développement e leader comunitari. Sono state quindi individuate come beneficiarie:

  • famiglie povere, che hanno perso tutto o la maggior parte del loro capitale animale (a cui siano rimasti dunque soltanto due – o meno di due – piccoli ruminanti);
  • famiglie povere duramente colpite dalle crisi climatiche e alimentari e che non dispongono di animali, oppure in possesso di animali ma incapaci di assicurarne la sopravvivenza e l’assistenza veterinaria;
  • famiglie senza reddito condotte da donne, portatori di handicap, persone anziane
  • famiglie numerose condotte da giovani disoccupati desiderosi di impegnarsi nell’allevamento di piccoli ruminanti e nella produzione di foraggio naturale.

 

Le famiglie identificate sono ripartite geograficamente in 16 villaggi (con 5 o 6 famiglie per villaggio).

 

Ogni famiglia ha ricevuto:

  • una «combinazione riproduttrice» composta da un maschio e due femmine di capra saheliana;
  • la copertura vaccinale e antiparassitaria;
  • 100 kg di alimenti per bestiame.

 

La quantità di alimenti per bestiame inizialmente prevista era di 200 kg, ma è stata ridotta della metà (in accordo con i servizi comunali delle risorse animali) in ragione del costo degli animali, più elevato del previsto. Tale riduzione della quantità si mantiene comunque entro gli standard previsti dalla FAO per le attività di supporto in caso di distribuzione di animali.

 

Anche in questo caso, come già per le attività per la sicurezza alimentare, la supervisione da parte degli animatori, del tecnico agronomo e del capoprogetto si è svolta in modo continuo ei servizi tecnici dell’agricoltura e dell’idraulica, così come le autorità comunali (consiglieri, sindaco e vicesindaci), sono stati regolarmente implicati nel monitoraggio delle attività e si sono più volte recati nei villaggi di intervento insieme all’équipe di progetto per seguirne l’andamento sul campo.

 

 

 

(21 settembre 2014)

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