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Obiettivo resilienza: le attività per la sicurezza alimentare

L'insieme delle azioni per la sicurezza alimentare previste dal progetto di intervento Obiettivo resilienza – promosso da Cooperazione Italiana allo Sviluppo in favore delle popolazioni colpite dalla doppia emergenza determinatasi, a partire dal 2012, con l'arrivo dei profughi maliani e sotto la pressione della già grave crisi alimentare – prosegue secondo i piani fissati.

 

 


I forages

Sono stati identificati i villaggi in cui riabilitare i quattro forages previsti, a uso pastorale e umano; si tratta dei villaggi di Fetonada, Djibo Sintao, Piladi/Djabatou, Peteltioudé, nei quali sono state compiute missioni estimative dei lavori da svolgere. La realizzazione di questa parte dell'intervento è schedulata per i prossimi mesi.

I villaggi di Alamini e di Sembe sono invece stati individuati come sede per la realizzazione di due ulteriori nuovi forages, sempre a uso pastorale e umano; è stata selezionata l'impresa cui affidare l'appalto.

 

 


La riabilitazione delle terre

Nei mesi di maggio, giugno e luglio è stata condotta a termine (con l'eccezione di un solo villaggio) la riabilitazione di 130 ettari di terre pastorali.

L’attività è stata svolta in stretta collaborazione con il partner CRUS e i servizi tecnici dell’agricoltura del Comune di Djibo; i siti identificati sono situati in 14 differenti villaggi, in ognuno dei quali sono stati lavorati 9 ettari di terra.

 

Successivamente sono stati acquistati 30 kit di materiali per l'agricoltura, per realizzare i lavori (uno per ognuno dei 30 villaggi identificati per lo svolgimento del progetto), ciascun kit composto da:

  • 1 carretto a trazione animale (animale escluso)
  • 2 aratri a trazione animale (animale escluso)
  • 2 carriole
  • 3 pale
  • 3 picconi
  • 3 rastrelli
  • 1 compasso per tracciare le mezzelune
  • 1 livella
  • 1 rotolo di spago da 100 m.

 

In ognuno dei villaggi beneficiari è stato creato un comitato di gestione del kit di materiale.

Gli stessi strumenti vengono utilizzati anche dai beneficiari delle attività in appoggio alla cerealicoltura previste all'interno di questo stesso progetto.

 

Diciotto uomini provenienti dai villaggi beneficiari sono stati impiegati nella realizzazione delle mezze lune per il recupero delle terre (su questa tecnica di lotta alla desertificazione si veda il video realizzato da Reach Italia, ONG impegnata con Bambini nel Deserto e LVIA in progetti di intervento analoghi all'interno dello stesso programma promosso da Cooperazione Italiana allo Sviluppo).

I lavoratori sono stati remunerati secondo i criteri fissati dalle Nazioni Unite per la modalità cash for work; ognuno ha lavorato per venti giorni ricevendo una remunerazione giornaliera, compensata a fine lavori come da accordi presi con i lavoratori stessi.


 


Il sostegno all'attività agricola

Le cento famiglie beneficiarie dell’appoggio sono state selezionate sulla base di criteri di vulnerabilità concordati con i servizi comunali dell’Azione Sociale, le autorità comunali (sindaco e consiglio comunale), i leader comunitari e religiosi, applicando i metodi di selezione utilizzati a livello nazionale dagli organismi internazionali e dalle strutture decentrate dello Stato.

Quindi, nei mesi tra maggio e luglio, ogni famiglia ha ricevuto il necessario per la coltivazione di 1 ettaro di terreno; in totale 100 ettari sono stati coltivati grazie al supporto del progetto, ripartiti in 27 villaggi.

In particolare, ogni famiglia vulnerabile beneficiaria ha ricevuto un kit composto da:

  • 4 kg di sementi di niébé
  • 6 kg di sementi di miglio
  • 100 kg di concime NPK
  • 50 kg d’urea.

 

Inoltre, le famiglie hanno potuto servirsi dei kit di strumenti agricoli messi a disposizione di ognuno dei 30 villaggi identificati per il recupero delle terre di cui al punto precedente. 

 

Questa attività è da considerarsi conclusa.

 

 

Tutte le attività descritte sono state e continuano a essere svolte sotto la supervisione degli animatori, del tecnico agronomo e del capoprogetto; inoltre i servizi tecnici dell’agricoltura e dell’idraulica così come le autorità comunali (consiglieri, sindaco e vicesindaci) sono stati regolarmente implicati nel monitoraggio delle attività e si sono più volte recati nei villaggi di intervento insieme all’équipe di progetto per seguirne l’andamento concreto.

 

 

 

(21 settembre 2014)

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