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Hammada N°129 Settembre 2008 Anno VIII
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aiuti umanitari

 
Un aiuto per l'Iran  di Fabrizio Fausti

Il 30 luglio dopo un lungo viaggio tutto via terra per un totale di 12500 km e circa 6 ore di frontiera, entriamo con 13 camper finalmente in Iran, ancora 300 km e raggiungiamo in serata Tabriz.
In tre persone del gruppo, partiamo subito con un’auto assieme al nostro accompagnatore iraniano per raggiungere il lebbrosario Bababaghi, dove, grazie alla segnalazione di un amico camperista medico che ci ha preceduto, abbiamo potuto portare un piccolo aiuto. Presso questa struttura avevano bisogno di una discreta quantità di pomata (Iruxol) per la cura dei lebbrosi, uno stetoscopio ed altri farmaci.
Grazie all’immediata disponibilità dell'Organizzazione Umanitaria Bambini nel Deserto nel riuscire tempestivamente a procurare e finanziare quanto richiesto, siamo riusciti a portare il tutto presso il lebbrosario.

Arriviamo che ormai è quasi buio, all’ingresso una sbarra e due poliziotti. Dopo esserci fatti riconoscere ci consentono l’ingresso. Questo villaggio sorge circa 20 km fuori città in un luogo deserto tra le montagne che al tramonto si tingono di rosso e rendono questo luogo molto bello.
Il lebbrosario è divenuto un villaggio che ospita circa 700 persone, la maggior parte di queste sono ex malati, che non più accettati dalle loro famiglie e dalla società, una volta sconfitta la malattia sono rimasti presso questa struttura che un po’ per volta è divenuta un vero e proprio villaggio all’interno del quale sono nate famiglie da matrimoni tra lebbrosi. Percorrendo le strade del villaggio, si notano fuori dalle abitazioni a godersi il fresco serale persone segnate dalla malattia.
Si notano anche molti giovani sani nati da matrimoni tra lebbrosi che anche se ormai cresciuti ed abbandonato questo luogo, vi tornano spesso per trascorrere il loro tempo libero.

Al nostro arrivo siamo accolti dalle tre suore che gestiscono l’ospedale: Suor Giuseppina (italiana) e altre due suore, una libanese e l’altra austriaca. Loro, più che suore, svolgono il lavoro d’infermiere ed a parte la più giovane (quella libanese) aiutano queste persone ormai da qualche decina d’anni. Sono molto contente di ricevere il materiale e di fare quattro chiacchiere con noi. Ci dicono che oggi le cose stanno un po’ cambiando, le persone colpite dalla lebbra sono ormai molto poche (meno di 10 all’anno) e che una volta superata la fase contagiosa e guariti, spesso vengono riaccettati dalle loro famiglie, anche se c’è comunque il dubbio che vengano poi emarginate. Ci raccontano che prima del loro arrivo, circa 40/50 anni fa, questo luogo era molto piccolo e circondato da un alto muro, all’interno solo i lebbrosi e il poco che ricevevano, veniva lanciato loro dall’esterno evitando ogni forma di contatto.

Dopo aver trascorso circa un paio d’ore con le tre suore, rinnoviamo loro la nostra disponibilità per eventuali bisogni futuri e verso le ore 22 ritorniamo a Tabriz dove siamo attesi dal resto del gruppo.
Nei giorni successivi abbiamo percorso circa 5000 km in terra iraniana incontrando persone meravigliose, accoglienti e disponibili, un immagine molto diversa da da quella che ci aspettavamo. Il resoconto completo del viaggio sarà presto su www.cometacamper.it
 

Bambini nel Deserto, desidera complimentarsi e ringraziare il gruppo Cometa Camper, che oltre ad effettuare la consegna del farmaci necessari al lebbrosario, ha anche finanziato l'acquisto degli stessi. Un grazie anche alla farmacia Pamphili di Roma per la disponibilità a collaborare prontamente a questa iniziativa.

"" Visti dal punto di vista del futuro, questi sono ancora i giorni in cui è possibile fare qualcosa. Facciamolo. A volte ognuno per conto suo, a volte tutti insieme ""        
 Tiziano Terzani da "Lettere contro la Guerra"   per gentile concessione della famiglia Terzani e della Longanesi & C SpA

 

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organizzazione

 

I gruppi BnD si presentano: il Trentino   di Michela Furlani

Bambini nel Deserto incontra i trentini nel 2006, in occasione del primo Tunisian Tour organizzato da “Academy4x4.it” quando, in frontiera ci siamo imbattuti in un Discovery in panne con le scritte “www.bambinineldeserto.org” sulle fiancate, una mano a riparare il mezzo e qualche scambio di info sui rispettivi itinerari.
Loro, in più rispetto ad Academy4x4.it, facevano consegne di materiale e vestiario per questa organizzazione che aveva sede a Modena.
Al rientro dal tour ci siamo informati ed abbiamo contattato “BnD” e pochi giorni dopo abbiamo ricevuto una telefonata da Luca Iotti, presidente di BnD. Sono bastate poche battute per dare vita ad una collaborazione, con la quale Academy4x4.it diveniva punto di raccolta per BnD in Trentino Alto Adige, si impegnava a fornire gratuitamente corsi di guida 4x4 per i volontari che ne avessero fatto richiesta e, in occasione dei suoi raid africani, avrebbe fatto da “vettore” per la consegna del materiale ed avrebbe monitorato e rilevato (coordinate GPS) le località in cui avesse rilevato necessità d’aiuti.

Così infatti è stato in occasione del secondo e del terzo Tunisian Tour (2007 e 2008).

Non solo, la presenza di BnD nel sito di Academy4x4.it ha fatto si che, in breve tempo, un discreto numero di persone si avvicinassero alla realtà di Bambini nel Deserto.
Ora il gruppo può contare su una ventina di elementi: Gennj, Betta, Claudia, Ilaria, Miriam, Sonia, Mariangela, Susy, Franca, Daniela, Marina, Martina, Caterina, Chiara, Giacomo, Gigi, Giuliano, Armando, Mario, Luisa, Sara, Io (Michela), Stefano con gli associati di Academy (qua sopra a lato una foto del gruppo durante un momento di alta cucina!).
Da quel piccolo manipolo di “pazzi del deserto” che ha incontrato BnD nel 2006, ad oggi è passata molta acqua ... sabbia, sotto le ruote e le scarpe, il gruppo BnD di Trento si è costituito autonomo ma sinergico con Academy4x4.it.
Michela ne è divenuta un po’ il collante e molti sono gli eventi che siamo riusciti ad organizzare: dalla raccolta di vestitini e materiale didattico, alla partecipazione a diverse fiere e manifestazioni della zona. Claudia e' il nostro "campo base" per incontri vari ed il garage di Michela per il momento è il nostro magazzino.
Ci accomuna questa frase: "non e' destino di nessuno quello di essere infelice" per cui speriamo davvero di poter rendere felice qualcuno con quel poco che riusciamo a fare perché gli impegni di tutti sono molti ma la nostra volontà e' piu' forte. Speriamo con questa solidarietà di rendere piene di colore anche le giornate di quei bimbi.
La vita per tutti deve essere come un arcobaleno pieno di colori e non grigia soprattutto quando si tratta di bambini.
Ti piacerebbe dare il tuo aiuto al gruppo BnD del Trentino? Contatta: trentino@bambinineldeserto.org

 
 
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