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Hammada - La Newsletter di Bambini nel Deserto
Hammada N°126 Giugno 2008 Anno VIII
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In primo piano
 
 


BnD è una ONG  di Luca Iotti

Ero molto indeciso su come comunicarvi che BnD è diventata una ONG; sono così tante le vicende, i progetti, gli incontri, le soddisfazioni che ci hanno condotto qui che era difficile trovare un incipit degno di questa notizia.
Partendo dal pressuposto che ogni persona incontrata in Africa che ha bisogno di noi è un nostro fratello e le sue difficoltà sono le nostre difficoltà, abbiamo lavorato per 8 anni anni portando sempre più lontano il nostro, se pur piccolo, aiuto.

Il 6 maggio 2008 il Ministero degli Affari Esteri ha riconosciuto il nostro impegno concedendoci l'idoneità a operare nell'ambito della Cooperazione Internazionale; questo riconoscimento che non è un traguardo ma un nuovo punto di partenza ci permetterà di raggiungere altri e più grandi obiettivi.
8 anni fa ero solo e ora guardiamoci quanti siamo sparsi in tutta Italia; sempre più persone si sono appassionate al questo “progetto” di solidarietà.
In questi anni ho visto crescere l’organizzazione giorno dopo giorno, anno dopo anno, persona dopo persona.
Ricordo la prima spedizione con una macchina carica di vestitini e materiale didattico, e le successive trasportando materiale sanitario, poi la realizzazione della prima scuola, dei pozzi, delle infermerie fino a uno degli ultimi progetti quando davanti ai miei occhi c’era una diga...
Dietro a quello sbarramento non c’era solo acqua ma c’erano tutti i volontari, i soci e i finanziatori di BnD; persone che tuti i giorni non smettono di sognare.
Vi ringrazio per aver contribuito a rendere un sogno reale e averlo trasformato nel vostro sogno.

Luca Iotti
Fondatore e Presidente di Bambini nel Deserto
 


Un gesto che a voi direttamente non costa nulla, ma che può aiutare
i tanti bambini che incontriamo nei nostri viaggi in Africa.
 




 
Progetti
 

Africa: la mia prima volta   Diario di Viaggio di Benedetta Facchini (Terza e ultima Parte)

Parte Prima   Seconda Parte  .... Dopo il nostro meritato e stancante safari, attraversiamo il confine, e così siamo di nuovo in Burkina Faso. La mattina del 14 marzo, dopo un po' di buche e tanta sabbia attraverso la brousse, arriviamo al villaggio di Bassi e Zanga. Qui l'accoglienza è bellissima, i bimbi ci corrono incontro per salutarci e vogliono che stringiamo la mano ad ognuno di loro!
Sistemiamo i nostri zaini nella “casa dei volontari”, prepariamo il fornellino per la sera ma decidiamo di dormire all'aperto sotto l'hangar...il caldo è tremendo.
Dopo aver salutato chi di dovere (capi, saggi, maestri ecc) ci facciamo prestare il motorino da Samà (il maestro) e decidiamo di andare a fare una prima visita al barrage. C'è ancora un bel po' di acqua, e la popolazione è molto contenta, perchè grazie a questo riesce a coltivare e mangiare verdura nei 5 mesi di stagione secca (invece di mangiare solo quello che era riuscita a mettere da parte durante la stagione delle piogge)

Gli animali possono bere (lo scorso anno prima della costruzione del barrage, al capo del villaggio erano morte di sete 40 mucche), e qualcuno riesce anche a pescare qualche pesce.

Il giorno dopo facciamo una riunione con la popolazione per capire come va la gestione del barrage, e loro non fanno altro che ringraziare BnD, raccontandoci che sono addirittura arrivati dei camion dal Ghana per acquistare i pomodori qui coltivati. Tutto questo ci rende estremamente orgogliosi e felici, e per me che sto facendo la mia prima esperienza con BnD, è una cosa fondamentale. Sto toccando con mano quelle che prima di partire erano solo “parole”, e posso realmente testimoniare (se mai ce ne fosse bisogno) che BnD LE COSE CHE PROMETTE LE FA VERAMENTE, e le fa direttamente con le sue mani.

Non ci sono intermediari, i soldi non vengono spediti nella speranza che ne venga fatto buon uso, ma i volontari vanno sul posto, cercano villaggi bisognosi, prendono accordi con loro, trovano ditte locali che si occuperanno del lavoro da fare, firmano con loro dei contratti e solo allora, tramite un referente locale che si occuperà di controllare l'andamento dei lavori, autorizzano il pagamento. E almeno 2 volte l'anno qualcuno va a controllare che tutto vada come stabilito. E la vera ricompensa in tutto questo è l'affetto che la gente ti dimostra, i sorrisi dei bimbi che si rendono conto che nella loro vita qualcosa sta cambiando grazie a persone che come noi e come voi li stanno aiutando, perchè con un piccolissimo aiuto da parte di ognuno si possono fare davvero grandi cose....
E' il 16 di marzo, purtroppo dobbiamo tornare in Italia, ma non prima di aver consegnato alla scuola “Tiziano Terzani” del villaggio del materiale didattico preparato con cura dalla nostra Bruna.
Parco Pendjari

E così siamo arrivati alla fine, sono triste perchè devo lasciare questa splendida terra, con i suoi colori, i suoi profumi, la sua gente...anche se so che tornerò presto...ma sono felice, perchè adesso ho la certezza che SI PUO' DAVVERO FARE QUALCOSA.... Grazie a tutti, Benedetta.

Qui altre foto della spedizione
 

Cos'ha fatto Valeria in Burkina Faso  di Valeria Colombera (Seconda Parte)  
Prima Parte .... In altri casi, invece, la famiglia, che non vede da tempo il proprio minore che ha “scelto” la strada, ha la convinzione che dal giorno del suo allontanamento da casa abbia combinato chissà quale sciocchezza o forse commesso chissà quale reato, perciò spesso ha difficoltà ad accettare di riprendere i contatti. Anzi, a volte preferisce non saperne più nulla del ragazzo e lo disconosce, anche di fronte all'evidenza. Questo perchè spesso, una famiglia che ha un minore in strada, è stigmatizzata da tutta la comunità da cui teme il giudizio. All'origine del problema dei bambini di strada ci sono anche le scuole coraniche.
Premessa: in Burkina l'istruzione è si pubblica, ma è anche a pagamento. Si tratta di una tassa pur bassa, ma che le famiglie spesso non si possono permettere di pagare. Quindi, per molti genitori, poter mandare i propri figli a studiare presso i foyers coranici è l'unica possibilità per dar loro un'istruzione. Molti bambini arrivano alle scuole coraniche della capitale anche dalle campagne, da paesi lontani e spesso, per molto tempo, non hanno più contatti con la famiglia che spesso non ha idea di cosa aspetti ai loro figli. I maestri delle scuole coraniche li manderanno infatti in strada a chiedere soldi per provvedere al proprio mantenimento, con la convinzione fra l'altro che la durezza di questa vita da mendicanti sia anche molto educativa.
Se poi non raccolgono un po' di monete rischiano di essere rispediti in strada dal maestro per raccoglierne altre. Può succedere quindi che rimangano in strada per giorni e giorni e che magari non ritornino affatto alla scuola coranica. Gli studenti delle scuole coraniche sono facilmente riconoscibili per le strade perché, oltre ad essere vestiti spesso d’indumenti stracciati, sporchi e magari senza scarpe, hanno anche appeso al collo con una corda un barattolo di latta dove raccolgono le monete (per intenderci, quelli dei nostri pelati, spesso ancora foderato dalla carta rossa).
Valeria in Burkina
consegna materiale di cancelleria

materiale bambini di strada
Tutte le associazioni incontrate puntano inizialmente a ricostruire il legame con la famiglia di origine e, se non ci sono più i genitori, almeno con un parente.
Gradualmente si prendono i contatti e si fissano degli incontri, inizialmente solo con gli operatori, che mettono a conoscenza la famiglia della realtà che sta vivendo il loro figlio.
Alcune associazioni compiono anche un lavoro di prevenzione, responsabilizzando le famiglie, soprattutto nei villaggi, e facendo conoscere i rischi cui va incontro un figlio che viene mandato a studiare in città in una scuola coranica, mentre la totalità delle associazioni contattate, una volta conquistata la fiducia del ragazzo, cercano di aiutarlo sempre comunque nel rispetto della sua libertà, sia nella scelta del proprio futuro, sia nel momento eventuale di ripresa del contatto con la famiglia.
Nel corso dei giorni noto anche che vi sono un sacco di bambini, anche piccoli, che lavorano in strada come commercianti di merce spicciola, in genere carte telefoniche, cd, fazzoletti di carta, caffè, sacchetti d'acqua, sigarette, a volte cineserie (visto che i cinesi sono arrivati anche lì).

Harouna mi spiega che spesso, nei periodi di vacanza, i bambini riescono a trovare qualche lavoretto per arrotondare, il problema è che poi, una volta compreso che non andando a scuola riescono a racimolare qualche soldo, spesso decidono di abbandonarla definitivamente.
Questi non sono bambini di strada, o forse si può dire che non lo sono ancora, e comunque non hanno una vita da bambini.
È così che i giorni passano, il mese passa, da un'associazione all'altra, da una strada all'altra, spesso anche a cavallo della bicicletta che mi ha prestato Harouna. Aggirarmi da sola per le strade piene di smog della città nel tardo pomeriggio, oppure mangiare nei maquis o comprare frittelle e riso dalle donne che cucinano ai bordi delle strade e poi riuscire, senza troppa paura, a bere "l'acqua del benvenuto" nel villaggio presso cui sono in visita ... questi, ed altri come questi, sono stati momenti forti, indimenticabili, quelli che mi sono piaciuti di più, perchè mi hanno permesso di far finta di essere anch'io un pò africana, ma forse ci avrò creduto solo io!
 
Valeria in Burkina
 
Pozzo nel piccolo villaggio di Guaikindé (Mali)  di Favaron Mauro
Il piccolo villaggio di Guaikindé fa parte della Comunità Rurale di Dallah nella Regione di Mopti. E' composto da soli 170 abitanti di etnia Peul dediti principalmente all'attività agricola e di all'allevamento di pochi capi di ovini. Nel villaggio non esistono strutture quali la scuola o l'infermeria che distano entrambi circa 15 km dal villaggio.
La popolazione necessitava di un pozzo per procurarsi acqua potabili per la gente ed il piccolo gregge che rappresenta per loro un importante fonte di sostentamento.

La realizzazione del pozzo con pompa manuale per procurare acqua potabile è fondamentale per la buona sopravvivenza della gente di Guaikindé e la possibilità di utilizzare acqua potabile scongiura la possibilità di essere colpiti da malattie di carattere endemico legate alla carenza di acqua o all'inquinamento di quest'ultima.
Attraverso la realizzazione di questo pozzo è stato possibile migliorare le condizioni di vita della popolazione. Scheda Progetto
Guaikindé
 
Consegna materiale in Marocco  di Alessandra Cerrina
marocco materiale consegna
Un bilico di Energia e Sorrisi carico di materiale umanitario diretto in Marocco, al seguito del Tuareg Rallye, ha consegnato materiale per la sede dell’ associazione Hassi Labiad. Nei 14 metri di rimorchio sono stati caricati 200 quintali di materiale tra scarpe, abbigliamento, giocattoli, materiale didattico e sanitario, computer, attrezzature, farmaci.
La spedizione è riuscita benissimo. Grandi Navi Veloci ha collaborato accordando una tariffa molto contenuta e un ottimo trattamento del gruppo.

Bambini nel Deserto ha contribuito con la fornitura di 46 scatoloni di vestiario per bambini, 27 di materiale didattico, 15 di scarpe, e tre computer per un centro internet femminile. Ulteriori informazioni qua.
 
Collaborazioni
 
Morganarte  di Favaron Mauro

Morgana Pozzi, testimonial artistica di Bambini nel Deserto, seguendo le linee dettate dall’estro creativo delinea, disegna, ritocca volti e incantati paesaggi, creando veri “quadri” che si materializzano su radici di cipresso che lei stessa prepara.
Tradizione, passione ed arte che rinascono sottoforma di poesia, ricamo e pittura, le sue opere sono conservate ed esposte in varie mostre in Francia ed Italia.
Molte di esse sono acquistabili  e sono nate a sostegno dei bambini nel deserto.

Vuoi organizzare una mostra nella tua città? visita il suo sito e mettiti in contatto con l'artista.
 

Pedalata per i bambini del deserto   di Claudia Berlendis e Alessandra Cerrina
Il 24-25 Maggio è stato un week-end di successo per Thierry Rault, responsabile commerciale della GTA S.r.l. Ha sfidato un’altra volta se stesso superando i propri limiti psico-fisici al fine di raccogliere fondi destinati a Bambini nel Deserto, per dare il proprio contributo nell’ambito del progetto "La Scuola di Theh Shaq" – Tombouctou (MALI) percorrendo in solitaria con la sua bicicletta un percorso di 167 km, senza tratti in pianura, caratterizzato da ripetuti dislivelli con una dislivello complessivo di oltre 4600 m. Da Bormio al passo dello Stelvio, passando poi per il Foscagno, Gavia e il Tonale, concludendo la sua impresa a Ponte di Legno (Bormio).
Una sfida contro se stesso, per contribuire all’educazione di decine di bambini.
Foto e informazioni più dettagliate.
BnD e la Coop di Firenze  di Magda Di Natale
Dopo diverse trattative, è nata una collaborazione tra i responsabili del settore volontariato attivo della Coop di Firenze e BnD. Come inizio non c'è male, anzi: hanno deciso di donare 26 kg di materiale cartaceo per la nostra organizzazione. Ringrazio qua pubblicamente chi ha reso possibile questa collaborazione, le foto di BnD che testimoniano la consegna in Africa del materiale nelle precedenti spedizioni, si possono adesso vedere in bella mostra presso la Coop di Ponte a Greve.
Immagino già la gioia negli occhi dei bambini quando gli verranno consegnati i vari quaderni, le bellissime matite colorate ... Grazie! Vi terremo informati sui prossimi sviluppi di questa collaborazione.    
  

coop firenze
 
Eventi
 
Serata di presentazione del libro "Il Colore del nero" di Benedetta Facchini

colore del nero

Venerdì 19 maggio, nella stupenda cornice di "Villa Peruzzi" a Camaiore (Lu), serata di presentazione del libro di Cristiano Paladini “Il Colore del nero”. Ospiti anche un nutrito gruppo di BnD, questi i loro commenti: pensavamo di andare semplicemente a guardare delle belle foto, e invece per un'ora siamo stati catapultati in Africa insieme a Cristiano.
Tutto è iniziato con l'idea di un viaggio in solitaria lungo 6 mesi di un ragazzo come tanti, poi Cristiano ha pensato di fare un libro di foto e di devolvere il ricavato a BnD, con la speranza di riuscire a fare almeno 1 pozzo ....
Ma il risultato è stato molto più grande! I pozzi realizzati sono diventati 8, 1 ambulanza, i bagni per la scuola di Tadonta (Benin), 1 scuola, e una parte del barrage di Bassi e Zanga.
Il viaggio di Cristiano è stato bello, intenso, il suo racconto ci ha coinvolti, emozionati, divertiti e resi consapevoli delle realtà di alcuni paesi africani. Tutta questa emozione trasuda dal suo libro, e si fa in fretta a capire come una semplice idea sia riuscita a trasformarsi in un successo così grande, e a regalare milioni di sorrisi attraverso i 12 progetti realizzati!!
Quindi ringraziamo Cristiano per la bella serata, per le emozioni che ci ha saputo regalare e soprattutto per quello che è riuscito a fare ... ! Qui maggiori informazioni sui progetti finanziati e cofinanziati con i fondi raccolti, ne sono rimaste ancora poche copie, se sei interessato puoi richiedere il libro  inviandoci una mail.

 
Terra Futura a Firenze  di "nonna"Fausta  e Benedetta Facchini
Si è conclusa dopo 3 giorni di successo (23, 24 e 25 maggio) la manifestazione “Terra Futura”: la Toscana ha una profonda attenzione per le buone pratiche legate alla sostenibilità solidale, economica e ambientale. Al centro della manifestazione sono sempre state la "rete", la "condivisione degli obiettivi", la "discussione". Noi di BnD eravamo presenti con il nostro stand, i nostri oggetti etnici, proiezioni di foto e video relative alle nostre spedizioni, “la scuola di Bassi e Zanga” e tanta buona volontà. E' stato un grande evento, importante per quanto riguarda la visibilità, ci siamo fatti conoscere e abbiamo trovato dei contatti che speriamo in futuro diano buoni frutti. Quindi grazie ai ragazzi di BnD Firenze per l'impegno, per aver sopportato il caldo, e soprattutto grazie a “nonna” Fausta che ci è venuta a trovare dandoci disponibilità per il futuro e tanta tanta allegria, trascriviamo qui una frase presa dal suo blog: "“è' stata anche l'occasione per conoscere alcune persone che prestano la loro attività per l'organizzazione Bambini nel Deserto che è diventato il mio modo di sentirmi vicina al mio sogno d'Africa.... Mi sono fermata un po' con Alex e Frankie allo stand che sebbene piccolo, ha i colori della terra d'Africa che lo rendono suggestivo“ 

terra futura Alex
 
Dalla Sede
 
Stop raccolta medicinali - vestiario e computer  di Paola Cervone





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Stop alla raccolta farmaci “porta a porta”
In ragione della disponibilità da parte di aziende farmaceutiche di fornirci medicinali e a causa dell’impossibilità di suddividere quelli che arrivano in Sede raccolti “porta a porta” il Gruppo Sanità rinnova l’invito a tutti a NON raccogliere farmaci. Chi avesse contatti con aziende farmaceutiche o altre possibilità di raccolta farmaci è pregato di mettersi in contatto con Paola Cervone all’indirizzo sanita@bambinineldeserto.org o Rino Cardone rino.cardone@bambinineldeserto.org o Lorenzo Ball lorenzo.ball@bambinineldeserto.org .
  :: La raccolta di materiale sanitario (bende, garze, cerotti, disinfettanti, ecc.) continua ma è sempre necessario contattare uno dei tre membri del settore sanità al fine di verificare l’utilità del materiale da raccogliere.

 - Stop alla raccolta di vestiti, scarpe e materiale informatico
In ragione della grande quantità di materiale già presente presso la sede operativa di BnD a Modena viene sospesa la raccolta di vestiti, scarpe e materiale informatico.
  :: Prosegue invece la raccolta di materiale didattico (penne, quaderni, matite, ecc.) come nel caso del materiale sanitario ogni raccolta e successivo invio dovrà essere pianificata preventivamente con la sede di Modena attraverso l’indirizzo sede@bambinineldeserto.org 
 
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