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| Hammada N°125 Maggio 2008 Anno VIII |
homepage del sito di BnD
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N.124 |
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Un gesto che a voi direttamente non costa nulla, ma
che può aiutare
i tanti bambini che incontriamo nei nostri
viaggi in Africa.
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Africa: la mia prima volta
Diario di Viaggio di Benedetta Facchini (Seconda Parte)
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Ti sei perso la Prima Parte? nessun problema ...
Diario di Viaggio (Parte Prima)
Il 13 marzo partiamo
da Natitingou (dopo una notte in albergo e una vera
doccia) e andiamo a Tanguieta, dove ci aspetta una
giornata di lavoro all'ospedale “Fatebene fratelli”.
Appena arrivati andiamo da Fiorenzo (un medico che
lavora li da più di 20 anni, vecchia conoscenza di
Bnd) e ci facciamo assegnare i nostri compiti.
Lorenzo si mette il camice da volontario e inizia a
seguire i vari medici nei diversi reparti
dell'ospedale. Io invece vengo affidata a suor
Carmen.
A Tanguieta ci sono tanti bambini, che purtroppo,
sia a causa della malnutrizione delle madri, sia a
causa della poliomelite, nascono malformati,
soprattutto alle gambe, e per questo sono costretti
a passare fino a 3-4 anni all'ospedale e subire
anche 20 operazioni al ritmo di 1 ogni 40 gg.
Fiorenzo, con il passare del tempo, si è
specializzato proprio nell'ortopedia, e ha creato un
reparto molto efficiente con tanto di palestra per
la riabilitazione.
E proprio per questo all'interno dell'ospedale c'è
la scuola, per permettere a questi bambini di
frequentare anche se sono in cura. |
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I bambini che vengono a scuola hanno dai 3 ai 10
anni, e suor Carmen mi affida i 10 più piccolini, che
ancora non sono in grado di scrivere e seguire la
lezione. Li sistemiamo su dei seggioloni, in modo che
non si muovano troppo essendo tutti ingessati, alcuni
addirittura a entrambe le gambe. Faccio loro dei disegni
da colorare, ma dopo un'oretta i bimbi sono stanchi,
così li faccio scendere dai seggioloni e ci mettiamo sul
pavimento a giocare con i puzzle. Mi chiamano in
continuazione, è difficile dare ascolto a tutti, ma è
bellissimo vederli felici e vogliosi di giocare e di
conoscermi nonostante la sofferenza. Alcuni sono davvero
esuberanti, vogliono essere sempre al centro
dell'attenzione, altri invece sono più timidi, ma tutti
si fidano di me anche se mi vedono per la prima
volta...e io vorrei stare li tutto il giorno insieme a
loro!!!
Invece, nel pomeriggio, dopo un pranzo alla “mensa”,
Lore torna a fare il suo giro (e dona il sangue) io
invece mi metto a stirare la biancheria dell'ospedale e
le divise dei medici, dalle 14 alle 18, ci sono oltre 40
gradi, ho un ferro da stiro vecchio e pesante....e
nonostante questo stare li non mi pesa affatto..a casa
evito sempre di stirare...e qui lo sto facendo
volentieri....gli strani effetti dell'Africa!!!!
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La sera lasciamo l'ospedale e andiamo a riposarci,
domani sveglia alle 4, abbiamo deciso di regalarci 1
giorno di vacanza, faremo il safari nel parco del
Pendjari.
Che dire del safari...io ne ho già fatti 2 in Kenya, ma
credo che ogni volta che mi si presenterà l'occasione di
farne uno non me la lascerò scappare. E' bellissimo
vedere gli animali nel loro ambiente naturale, e anche
stavolta la natura riesce a sorprenderci: andiamo
diretti verso il lago, è l'alba e gli animali vanno a
bere prima di nascondersi dal caldo. Stiamo guardando lo
specchio d'acqua e non ci accorgiamo che a 30 metri
dalla macchina c'è un leone che veglia sulla sua
leonessa che sta ancora dormendo...che bello!!!
Rimaniamo li almeno 40 minuti a guardarli, affascinati
dalla scena e loro non si muovono nemmeno quando una
jeep sfreccia sulla pista poco distante. |
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Noi continuiamo il nostro tour, siamo molto stanchi e verso
le 12 usciamo dal parco e ci avviciniamo al confine. Lungo
le strade la vita scorre, si alternano piccoli villaggi,
città e niente assoluto. Le donne e i bimbi camminano ai
bordi della strada, con carichi pesanti portati con
leggerezza sulla testa. Vanno a prendere l'acqua nel pozzo
più vicino, che spesso si trova a decine di km di distanza,
oppure portano frutta o altre cose da vendere. Gli uomini
invece portano i loro animali sui motorini o in carretti
trainati da asini fino al mercato più vicino. Ogni tanto un
piccolo lago anima improvvisamente il paesaggio, e si vedono
donne a lavare i vestiti vicino a uomini che pescano.
Noi stiamo tornando in Burkina Faso, siamo quasi alla fine
del viaggio, ma c'è ancora un'altra emozione da vivere:
andremo a Bassi e Zanga, dove ci fermeremo per 2 gg, ma non
vi anticipo nulla ... perchè il diario di viaggio
continua sul
prossimo di Hammada! Iintanto "gustatevi" alcune
foto della spedizione
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| Cos'ha fatto Valeria in Burkina Faso di Valeria Colombera (Prima Parte) |
A febbraio 2007, rientrata da un viaggio in Mali, ho cominciato a pensare alla possibilità di ripartire per quella stessa zona d'Africa, per entrare più in relazione con la gente e poter spendere in qualche modo la mia professionalità di assistente sociale. L'unica cosa di cui ero certa, e su cui sapevo di poter contare, era il mio forte spirito di adattamento per potermi calare in quelle realtà e almeno tentare di capirle dal di dentro.
Da una telefonata con Luca nasce l'opportunità di utilizzare il mio viaggio in Burkina per raccogliere informazioni, in qualità di assistente sociale, sulle realtà che intervengono a favore dei bambini di strada di Ouagadugou, in vista del progetto futuro di BnD di realizzare una struttura che possa accoglierli. Ed è così che, dopo neppure un anno, mi ricatapulto in Africa. Arrivo in piena notte, anzi, all'alba. Non ho neanche il tempo di rendermene conto. Solo al mio risveglio, la mattina successiva ... i rumori entrano dalla finestra dell'alberghetto, i profumi, la luce ... non posso crederci! Sono in Africa! In Burkina! Il primo pensiero è proprio questo: sto calpestando la terra d'Africa, sotto i miei piedi c'è terra d'Africa, sono dall'altra parte del mondo! E per di più da sola!
Intorno a me tanti visi scuri...e ancora non so quanti pochi visi pallidi incontrerò nel mese che mi aspetta, ma dopotutto è quello che volevo! La prima esperienza come dire....un pò imbarazzante, la faccio proprio con Harouna che contatto la mattina stessa. Al telefono, dopo avergli dato l'indirizzo dell'albergo in cui mi trovo, per farmi riconoscere tento di descrivermi e gli dico anche come sono vestita! Ad un certo punto lui mi interrompe dicendomi che mi riconoscerà sicuramente senza problemi! Che discorsi, ma certo, sarò l'unica bianca! Ed è così che, per cominciare, a cavallo la sua mobilette, mi da un assaggio della città, di alcune sue attrazioni, delle realtà che la contraddistinguono. Ma io sono per lo più travolta dal traffico, dallo smog, dalla polvere, dai rumori della capitale africana.
Poi, come anche nei giorni che seguiranno, iniziamo a parlare dei bambini di strada, mi aiuta a comprendere meglio il problema e ad avere maggiori strumenti per leggere questa realtà di cui io so solo per aver letto qualcosa o visto qualche programma in televisione.
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Poi, come anche nei giorni che seguiranno, iniziamo a parlare dei bambini di strada, mi aiuta a comprendere meglio il problema e ad avere maggiori strumenti per leggere questa realtà di cui io so solo per aver letto qualcosa o visto qualche programma in televisione.
Harouna mi mostra questi ragazzi ai bordi delle strade, conosce bene la loro vita per aver fatto lui stesso questa esperienza durante l'infanzia. Mi racconta che alcuni, un tempo erano in strada con lui, ora sono adulti, ma non hanno ancora abbandonato questa vita, pur avendone avuto la possibilità. Forse, si rifletteva, ormai è talmente tanto tempo che sono in strada che non sono capaci di vivere diversamente.
Iniziamo poi gli incontri con gli operatori che lavorano con associazioni e comunità. É incredibile: sono partita che avevo un paio di contatti e, una volta là, i contatti, e quindi gli appuntamenti, si moltiplicano. Dai colloqui avuti con questi educatori emerge che possono essere diversi i motivi per i quali un bambino può finire in strada: è sufficiente che perda un genitore e che quello rimasto si sposi con un'altra persona dalla quale nascono altri figli, per essere discriminato, oppure può succedere che l'unico genitore rimasto, non riuscendo a mantenere tutti i figli, decida di affidarne uno alle cure di un parente, per esempio uno zio, il quale poi riterrà di non occuparsene come si occupa dei propri figli.
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| Questi potrebbero essere i presupposti perché il piccolo subisca un trattamento diverso dagli altri minori della famiglia. L'atteggiamento della famiglia di accoglienza può divenire infatti così espulsivo da far decidere al minore di allontanarsi spontaneamente, o sarebbe meglio dire spontaneamente, scegliendo la strada. Altre volte il bambino può aver commesso qualcosa ritenuto talmente deplorevole per la comunità da essere indotto ad abbandonare la famiglia e a far di tutto per non essere più rintracciato. In alcuni casi i familiari vorrebbero riprendere i contatti, ma il minore non ha il coraggio di riavvicinarsi perché teme le reazioni dei parenti e della comunità. |
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... continua sul prossimo di Hammada!
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| Riparazione acquedotto a Maaden (Mauritania) di Bruno Montorsi |
Durante la spedizione di Aprile 2008, è stata riscontra la necessità di un intervento di ristrutturazione dell’acquedotto per l’acqua potabile a Maaden, dove il Governo della Mauritania 12 anni fà ha fatto costruire un impianto per l’approvvigionamento di acqua potabile, costituito da un pozzo della profondità approssimativa di 60 m dotato di una pompa ad immersione, che, alimentata da un impianto di generazione diesel, spingeva l’acqua fino ad uno chateau d’eau in posizione elevata rispetto al villaggio, da cui, a caduta, l’acqua serviva il villaggio.
I nostri volontari hanno trovato l'acquedotto in cattivo stato di manutenzione e la pompa sommersa fuori uso, tanto che gli abitanti del villaggio, privi di acqua potabile hanno iniziato ad approvvigionarsi di acqua dai pozzi agricoli situati nei campi, pur sapendo il rischio di tale operazione. I pozzi per l’agricoltura sono infatti meno profondi, l’acqua è più sabbiosa e, inseriti in un contesto agricolo, sono infestati, oltre che dai parassiti delle piante, anche da animali (piccoli roditori) che si nutrono di prodotti agricoli.
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Grazie ai fondi (1.650 euro) provenienti dalle ultime richieste e consegne delle "bomboniere solidali" Bambini nel Deserto ha potuto finanziare l'acquisto di una nuova pompa sommersa per estrarre l'acqua dal pozzo e quindi ridare la possibilità di portarla fino allo chateaux di raccolta e da qui attraverso un acquedotto poter arrivare alle famiglie del villaggio sia attraverso un collegamento domiciliare (nelle case già servite dalle condotte), sia dai 4 rubinetti pubblici che verranno riparati dalla comunità locale.
Informazioni più dettagliate
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Eledofe BnD pro Khettara di di Bourchouk
di Luca Iotti |
Ogni viaggio venduto a partire dal 1° Aprile,
Eledofe devolverà a Bambini nel Deserto 1
euro che servirà a finanziare il progetto attivo
in Marocco a Hassi-Labiad "La khettara di
Bourchouk"
Hassi Labiad è un villaggio alla base dell’Erg
Chebbi, il complesso dunario più esteso nella
zona nord orientale del Marocco. Gli abitanti di
etnia berbera sono all’incirca 1500. Attualmente
la locale ONG "Hassi Labiad", con cui BnD ha già
collaborato nel 2003 con il progetto
un'ambulanza per Merzouga, sta combattendo
l'incipiente desertificazione che minaccia
l’abitato.
Informazioni più dettagliate
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| CTS per Bambini nel Deserto
di Favaron Mauro |
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Per ogni Tessera Socio CTS emessa tra il 1.05.08
e il 30.6.08 verrà devoluto 1 € a favore di BnD. A
conclusione della raccolta fondi i Soci CTS saranno
invitati a visitare la pagina web di Bambini nel
Deserto nella quale potranno scegliere tra i
progetti indicati quello che vorrebbero veder
realizzato.
Regolamento del Progetto CTS per Bambini nel
Deserto.
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| Pedalata per i bambini del deserto di
Alessandra Cerrina |

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Il 24-25 Maggio 2008, dopo il successo
dell’anno scorso, Thierry Rault, responsabile
commerciale della GTA S.r.l. sfiderà un’altra volta se
stesso cercando di superare i propri limiti psico-fisici
al fine di raccogliere fondi destinati a Bambini nel
Deserto, per dare il proprio contributo nell’ambito del
progetto "La
Scuola di Theh Shaq" – Tombouctou (Mali).
Chiunque voglia sostenere questa iniziativa e quindi
migliorare il futuro di bambini di Theh Shaq in Mali,
potrà farlo contribuendo anche con un contributo minimo
di 1 o 2 € sia presso il Bar "Noemi" (via Giulio Cesare
n.83 a Roma) sia con un bonifico bancario a Bambini nel
Deserto ONLUS:
CODICE IBAN: IT 24 G 01030 12900 000001500048 inserendo
la causale: "Erogazione liberale per la Onlus Bambini
nel Deserto - Pedalando con BnD".
Qualora il prode ciclista Thierry Rault (peraltro di
nazionalità francese, un ulteriore handicap) non
riuscisse nella sua impresa, l’importo sarebbe
raddoppiato a carico dello stesso ciclista!
Informazioni più dettagliate.
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| Viaggiare in Fiera di Torrengo
Patrizia |
Si è concluso l’evento di Torino “Viaggiare in
Fiera” con ottimi risultati.
Ci siamo fatti conoscere in una grande città. La
presentazione sul palco di domenica è stata, grazie a
Oumar, nostro referente del Mali, una testimonianza
reale, un momento di commozione e riflessione sul lavoro
che noi tutti svolgiamo, per aiutare le popolazioni
africane.
Oumar ha spiegato come “Bambini nel Deserto” lavora, gli
impegni presi e finiti
E soprattutto ha spiegato che per loro i pozzi sono
importanti, l’acqua per loro è la vita.
Abbiamo conosciuto dei nuovi volontari, di Torino e
provincia, che vogliono collaborare insieme con noi, sia
nei progetti, che nei mercatini. Faremo un bel lavoro
insieme, di collaborazione e aiuto reciproco, per
cercare di dare una vita migliore ai bambini
dell’Africa.
Sono stati tre giorni intensi, tante ore di lavoro, ma
con tanta soddisfazione.
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Un grazie a Nicoletta, Mauro Favaron. e a tutti coloro che hanno
partecipato.
Altre foto della Fiera
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| Incontro Volontari di BnD di
Favaron Mauro |

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Domenica 1° Giugno nei locali della sede
di Bambini nel Deserto a Modena incontro di
informazione/formazione, dedicato ai volontari di BnD:
una opportunità per conoscersi e per approfondire le
proprie conoscenze sulle attività della nostra
organizzazione. Per informazioni dettagliate e richiesta di
partecipazione all'incontro:
mauro.favaron@bambinineldeserto.org
- 328 7172702 (entro il 20 maggio)
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di Hammada!
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