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| Hammada N°120 Dicembre 2007 Anno
VII |
homepage del sito di BnD
- notiziario precedente N.119 |
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Conoscete già il nostro
calendario 2008, con fotografie dei villaggi e
dei progetti che BnD sta realizzando o ha già
realizzato, non lasciatevi sfuggire l'occasione
di aquistarlo online! È disponibile solo
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2008, regalando un sorriso ai bambini del deserto.
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Un ottimo modo per fare gli auguri!
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"All'ombra del Toguna"... incontriamoci
lì di Mauro Favaron |
Stai cercando compagni di viaggio o sei in partenza per qualche
paese in via di sviluppo e vorresti portare del materiale? Hai
esperienze e vuoi condividerle con altri? Cerchi informazioni
riguardanti i paesi sub-Sahariani?
Nel nostro sito
abbiamo lo spazio dedicato al forum,
ottimo strumento per tenerci in contatto con altre persone e
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Un orto nel deserto
di Paola Lipari |
La destinazione è già stabilita: il Mali.
Il periodo anche: saltiamo l' agosto delle ferie di tutti
- ci siamo dette - e piombiamo nell'Africa occidentale
a settembre che porta bene.
Prima si fa una capatina a Parigi e da lì si prende
un volo per Bamako. Solo noi tre e i nostri zaini.
Nulla di organizzato, niente guide né comitive,
solo il biglietto aereo e un sacco di vaccinazioni. |
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Il tasso di umidità è
inverosimile (e io che mi lamentavo di Milano)
così com'è inverosimile il ritardo
del volo. La prima regola infatti è : il
tempo è relativo perciò goditi il
momento e trova qualcosa di interessante a cui
pensare mentre aspetti. Ancora meglio..trova qualcuno
con cui chiacchierare che non si sa mai cosa può
capitare.
Capita che si rimane nel caos di Bamako solo una
giornata e poi via... la fuga (si fa per dire)
verso località più vivibili. Ci
spostiamo solo con gli autobus locali e devo dire
che tra tutte le meraviglie africane l'autobus
è veramente la più straordinaria,
soprattutto per il tipo di umanità che
si incontra.
Dopo qualche giorno di pura delizia a Segou si
decide di visitare le terre dei Dogon. Facciamo
amicizia con Bako e dopo qualche ora di contrattazione
lo assumiamo come guida. Restiamo a casa di Bako
per una notte, con tutta la famiglia riunita attorno
ad un incredibile divano di velluto rosa, e ed
il giorno seguente ci facciamo dare un passaggio
in auto verso il pays Dogon.
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Da li e per i giorni successivi proseguiamo a piedi
per la falesia e mi sento veramente bene nonostante
la stanchezza e il peso dello zaino.
Questo posto è straordinario - lo pensiamo tutte
e tre in contemporanea- e le stelle sono migliaia. Per
questo preferiamo dormire sui tetti, sdraiate sui sacchi
a pelo sotto le zanzariere.
In quei giorni veniamo sempre circondate e seguite da
decine di bambini, ci improvvisiamo anche un po' infermiere:
una disinfettata là, una fasciatura qua... tutte
cose che normalmente non farei mai ma che lì
non posso non fare. L'unico dottore disponibile è
lontano e a pagamento. Infatti mi ritrovo subito senza
nessun tipo di medicamento. Vabbè, starò
attenta e poi Gaelle ha ancora una scorta di aspirine
e antibiotici.
Una volta terminato il fantastico giro sulla falesia
Dogon, tra storie di spiriti e mercati multicolor, decidiamo
che questo viaggio di un mese deve terminare nel deserto.
Un po' perché siamo stufe degli scrosci d'acqua
(che per fortuna ci colgono sempre al riparo), un po'
perché ognuno di noi ha una storia da risolvere
con il deserto o vuole una da raccontarne al ritorno.
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La nostra storia si chiama Timbouctu e - come
da manuale - la fatica per arrivarci è veramente
sovrumana. Passiamo otto ore in un 4X4 pubblico
(praticamente una specie di furgone con grosse ruote,
con decine di persone ammassate le une sulle altre
più animali, sedie e mercanzia di ogni genere
stipata sul tetto) attraversando una pista di terra
rossa che non finisce mai. Finalmente riecco il
Niger e subito dietro la mitica... Timbouctu.
L'impressione è quella di un posto marziano
costruito con e sulla sabbia. In effetti Timbouctu
è al momento solo sabbia e un caldo infernale.
Incontriamo un paio di persone che ci raccontano
di quando la città era la perla del deserto,
secoli di storia custoditi nelle sue ricche biblioteche,
lo sfavillio dei suoi mercati. Il mercato è
appunto la nostra prima tappa: riesco a barattare
il mio orologio Swatch con una collana e un paio
di sandali di cammello fatti a mano sotto ai miei
occhi. È magnifico contrattare per ore con
i tuareg e rendersi conto che la spuntano sempre.
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Ci invitano negli accampamenti
al limite della città a bere il thè.
Tutti ci chiedono dove sono i nostri mariti...e
noi con le nostre finte fedi nuziali a spiegare
che i mariti sono a casa a lavorare per “campare
le famiglie”.
Nei giorni successivi siamo praticamente adottate
da Mohammed e dalla sua famiglia.
Per raggiungere l'accampamento (sono nomadi tuareg)
passiamo un lunghissimo pomeriggio sui cammelli.
Mohammed infatti è un cammelliere e le
sue creature sono la sua unica fonte di sostentamento.
Lui parla con loro in un orecchio ed è
evidente che si capiscono. |
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Barattiamo l'ospitalità di Mohammed con
tutto quello che ci rimane: i sacchi a pelo, un
paio di scarpe, un borsello, t-shirt e soprattutto
la promessa che una volta ritornate in Italia non
ci saremmo dimenticate di loro e della loro povertà.
È proprio vero che l'essere umano si
adatta ad ogni cosa e anche noi ci siamo adattate
presto alla visione della miseria più nera.
Ma per fortuna le immagini di disperazione che si
vorrebbero rimuovere rimangono stampate nella memoria
per molto tempo. Ci vuole solo un po' di impegno.
Bambini nel Deserto è venuta fuori un po'
per caso ma NON a caso l'ho scelta tra tante altre
associazioni. Ricordo di aver passato una serata
intera a guardare il loro (o dovrei dire nostro?)
sito.
Pagina dopo pagina sempre più convincente.
Un gruppo di persone senza fronzoli che parlano
chiaro e agiscono in fretta. |
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Adesso, dopo solo un anno, Theh Shaq, il villaggio
di Mohammed, possiede un pozzo,
un orto
e una cooperativa
femminile. I bambini non saranno costretti a percorrere
chilometri per prendere l'acqua. Le vedove e le donne
sole avranno la possibilità di mantenersi senza
gravare sulle altre famiglie del villaggio.
E chi conosce l'Africa sa che non è poco. Tutto
questo è stato possibile senza fare beneficenza:
basta solo cambiare prospettiva e cercare le persone
giuste.
Racconto di viaggio di Paola Lipari
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"La journée de BnD": un'esperienza
positiva di Mauro Favaron |
| Anche se in molte città ci ha fatto compagnia
la pioggia, sabato 24 novembre si è conclusa
positivamente "la journée de BnD".
Ringraziamo tutti quelli che sono venuti a trovarci
nei vari gazebo delle diverse città. Tra la raccolta
fondi fatta nella giornata di sabato, le innumerovoli
richieste di calendari dal sito e grazie anche anche
a diverse "bomboniere solidali" siamo felici
di comunicarvi che il progetto "Un mulino per l'Associazione
delle donne Nafobe" è stato totalmente finanziato!!!!!
A fine anno scenderanno dei volontari in Mali e avvieremo
il progetto, vi faremo vedere con fotografie chi sono
le donne dell'associazione Nafobe.
Un grazie a tutti.
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Un incontro speciale di Patrizia Torrengo
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Sabato 25 novembre si è svolta la giornata
BnD al Carrefour di Burolo (To), dove Patrizia e Nicoletta,
davanti al banchetto hanno fatto un' incontro speciale.
Davanti a noi si è presentato un ragazzo del
Burkina Faso, che vive in Italia da sei anni, esattamente
in provincia di Torino.
Parlando del suo paese, della sua popolazione, della
loro cultura, ci è stato detto di alcuni lavori
che sono stati fatti nel suo villaggio, ad esempio la
costruzione di diversi pozzi ed altri progetti, e chi
aveva fatto tutto questo era un' Organizzazione di Modena,
validissima, molto seria nell'impegno di aiutare le
popolazioni africane.
Nello stupore di queste parole, noi abbiamo risposto:
Ma noi facciamo parte di quella Organizzazione di Modena,
si chiama Bambini nel Deserto.
Il ragazzo con le lacrime agli occhi ci fissa e dice:
GRAZIE per tutto quello che fate per me.
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Bambini nel Deserto e Ghanacoop
di Alessandra Villa |
È iniziata nel mese di Novembre la collaborazione
tra Bambini nel Deserto e Ghanacoop.
Ghanacoop è una cooperativa che nasce
a Modena nel 2004 all'interno dell'Associazione
Nazionale del Ghana, ed è una delle prima
imprese sociali create da immigrati sul territorio
italiano. Il principale obiettivo di Ghanacoop
è quello di sfruttare il fenomeno della
diaspora ghanese residente in Italia (oltre
40.000 persone), come fattore di sviluppo in
Italia e nel proprio paese di origine. Per approfondimenti
puoi andare sul sito www.ghanacoop.it.
Il primo passo di questa collaborazione consiste
nella realizzazione di un progetto sanitario
in Ghana, per il quale Bambini nel Deserto si
è impegnato a ricercare mezzi ed attrezzatura;
a tal fine, mi sono recata a fare un sopralluogo
nel mese di Novembre ai due ospedali destinatari
del progetto, che si trovano nelle zone rurali
del paese.
Per ulteriori approfondimenti puoi visitare
il progetto sull'ospedale di Apam
e sul quello di Mankessim.
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Le scarpe di Marcello arrivano in Romania
di Luca Iotti |
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Tra i numerosi amici su cui la nostra organizzazione
può contare ce ne è uno decisamente
particolare… si tratta di Marcello di Modena
titolare di un negozio di scarpe nel centro della
città che da un anno circa rifornisce la
nostra organizzazione di calzature per bambini
nuove.
Lo fa con tanto entusiasmo e generosità
che nel mese di ottobre BnD non solo ha provveduto
a consegnarle in Africa ma grazie agli amici di
Happy Children di Medolla (MO) le scarpe sono
arrivate anche nell’Europa dell’Est
e più precisamente all’orfanotrofio
di Braila.
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Il presidente di Happy Children, Iago Fregni,
così ci ha descritto chi sono gli ospiti
dell’orfanotrofio:
“I nostri piccoli ospiti non sono
orfani perchè senza genitori, ma abbandonati
perchè le madri sono in giro per l'europa
a fare o le badanti o le prostitute; sparendo
completamente dal paese perchè si sono
rifatte una vita altrove e fatto altri figli,
ed i padri o sono alcoolizzati - quindi violenti
ed incestuosi, oppure anche loro all'estero
e vivono per lo più in situazioni di
forte disagio.”
A breve un altro TIR di Happy Children partirà
alla volta dell’Est diretto nella Moldava
e anche su questo camion le scarpine di Marcello
arriveranno dove più ce ne è bisogno!
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Una raccolta fondi per il progetto "Khettara"di
Giuliano Dalcin |
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Bella la serata di domenica 18 novembre
per la presentazione del calendario 2008 della "De
Nardi group", che ha coinvolto la soubrette Federica
Ridolfi ed il velocista Alessandro Petacchi.
La serata ha avuto un risvolto umanitario per la raccolta
fondi che ne è seguita, per il nuovo
progetto "Khettara" di BnD.
Molti tra i partecipanti sono stati felici del coinvolgimento
in questo progetto e possiamo felicemente affermare
che BnD è sostenuta da tanti nuovi amici!
Grazie a tutti!
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Banchetto BnD all'ENI di Nadia Toppino |
La società ENI si è nuovamente resa
disponibile ad accogliere all’interno dei propri
spazi il nostro banchetto di vendita ed esposizione.
La gente si è dimostrata durante le tre giornate
molto interessata, soprattutto ai progetti dei paesi
dove l’ENI opera. Non sono mancati i casi di pieno
coinvolgimento di persone prossime al trasferimento
lavorativo in zone quali Niger, Mali e Tunisia, che
hanno cercato informazioni (e acquistato libri) sulle
zone di loro interesse anche lavorativo.
Speriamo che questa possa essere la premessa per una
futura collaborazione direttamente sul campo, magari
coinvolgendo lavoratori in trasferta!
BnD sarà nuovamente presente presso la Società
con un banchetto vendita nel periodo natalizio.
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la grafica? Volete proporre un articolo? Scrivete alla Redazione
di Hammada!
(Ci riserviamo il diritto di pubblicare o meno quanto ricevuto.) |
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