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Hammada - La Newsletter di Bambini nel Deserto
Hammada N°120 Dicembre 2007 Anno VII
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In primo piano
 

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"All'ombra del Toguna"... incontriamoci lì di Mauro Favaron

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Progetti
 

Un orto nel deserto di Paola Lipari

La destinazione è già stabilita: il Mali. Il periodo anche: saltiamo l' agosto delle ferie di tutti - ci siamo dette - e piombiamo nell'Africa occidentale a settembre che porta bene.
Prima si fa una capatina a Parigi e da lì si prende un volo per Bamako. Solo noi tre e i nostri zaini.
Nulla di organizzato, niente guide né comitive, solo il biglietto aereo e un sacco di vaccinazioni.

Bambini touareg a Theh Shaq.

Il tasso di umidità è inverosimile (e io che mi lamentavo di Milano) così com'è inverosimile il ritardo del volo. La prima regola infatti è : il tempo è relativo perciò goditi il momento e trova qualcosa di interessante a cui pensare mentre aspetti. Ancora meglio..trova qualcuno con cui chiacchierare che non si sa mai cosa può capitare.
Capita che si rimane nel caos di Bamako solo una giornata e poi via... la fuga (si fa per dire) verso località più vivibili. Ci spostiamo solo con gli autobus locali e devo dire che tra tutte le meraviglie africane l'autobus è veramente la più straordinaria, soprattutto per il tipo di umanità che si incontra.
Dopo qualche giorno di pura delizia a Segou si decide di visitare le terre dei Dogon. Facciamo amicizia con Bako e dopo qualche ora di contrattazione lo assumiamo come guida. Restiamo a casa di Bako per una notte, con tutta la famiglia riunita attorno ad un incredibile divano di velluto rosa, e ed il giorno seguente ci facciamo dare un passaggio in auto verso il pays Dogon.

Da li e per i giorni successivi proseguiamo a piedi per la falesia e mi sento veramente bene nonostante la stanchezza e il peso dello zaino.
Questo posto è straordinario - lo pensiamo tutte e tre in contemporanea- e le stelle sono migliaia. Per questo preferiamo dormire sui tetti, sdraiate sui sacchi a pelo sotto le zanzariere.
In quei giorni veniamo sempre circondate e seguite da decine di bambini, ci improvvisiamo anche un po' infermiere: una disinfettata là, una fasciatura qua... tutte cose che normalmente non farei mai ma che lì non posso non fare. L'unico dottore disponibile è lontano e a pagamento. Infatti mi ritrovo subito senza nessun tipo di medicamento. Vabbè, starò attenta e poi Gaelle ha ancora una scorta di aspirine e antibiotici.
Una volta terminato il fantastico giro sulla falesia Dogon, tra storie di spiriti e mercati multicolor, decidiamo che questo viaggio di un mese deve terminare nel deserto. Un po' perché siamo stufe degli scrosci d'acqua (che per fortuna ci colgono sempre al riparo), un po' perché ognuno di noi ha una storia da risolvere con il deserto o vuole una da raccontarne al ritorno.

La nostra storia si chiama Timbouctu e - come da manuale - la fatica per arrivarci è veramente sovrumana. Passiamo otto ore in un 4X4 pubblico (praticamente una specie di furgone con grosse ruote, con decine di persone ammassate le une sulle altre più animali, sedie e mercanzia di ogni genere stipata sul tetto) attraversando una pista di terra rossa che non finisce mai. Finalmente riecco il Niger e subito dietro la mitica... Timbouctu.
L'impressione è quella di un posto marziano costruito con e sulla sabbia. In effetti Timbouctu è al momento solo sabbia e un caldo infernale. Incontriamo un paio di persone che ci raccontano di quando la città era la perla del deserto, secoli di storia custoditi nelle sue ricche biblioteche, lo sfavillio dei suoi mercati. Il mercato è appunto la nostra prima tappa: riesco a barattare il mio orologio Swatch con una collana e un paio di sandali di cammello fatti a mano sotto ai miei occhi. È magnifico contrattare per ore con i tuareg e rendersi conto che la spuntano sempre.
Lavori per l'orto di Theh Shaq.

Ci invitano negli accampamenti al limite della città a bere il thè. Tutti ci chiedono dove sono i nostri mariti...e noi con le nostre finte fedi nuziali a spiegare che i mariti sono a casa a lavorare per “campare le famiglie”.
Nei giorni successivi siamo praticamente adottate da Mohammed e dalla sua famiglia.
Per raggiungere l'accampamento (sono nomadi tuareg) passiamo un lunghissimo pomeriggio sui cammelli. Mohammed infatti è un cammelliere e le sue creature sono la sua unica fonte di sostentamento. Lui parla con loro in un orecchio ed è evidente che si capiscono.

Lavori per il pozzo di Theh Shaq.

Barattiamo l'ospitalità di Mohammed con tutto quello che ci rimane: i sacchi a pelo, un paio di scarpe, un borsello, t-shirt e soprattutto la promessa che una volta ritornate in Italia non ci saremmo dimenticate di loro e della loro povertà.
È proprio vero che l'essere umano si adatta ad ogni cosa e anche noi ci siamo adattate presto alla visione della miseria più nera. Ma per fortuna le immagini di disperazione che si vorrebbero rimuovere rimangono stampate nella memoria per molto tempo. Ci vuole solo un po' di impegno.
Bambini nel Deserto è venuta fuori un po' per caso ma NON a caso l'ho scelta tra tante altre associazioni. Ricordo di aver passato una serata intera a guardare il loro (o dovrei dire nostro?) sito.
Pagina dopo pagina sempre più convincente.
Un gruppo di persone senza fronzoli che parlano chiaro e agiscono in fretta.

Adesso, dopo solo un anno, Theh Shaq, il villaggio di Mohammed, possiede un pozzo, un orto e una cooperativa femminile. I bambini non saranno costretti a percorrere chilometri per prendere l'acqua. Le vedove e le donne sole avranno la possibilità di mantenersi senza gravare sulle altre famiglie del villaggio.
E chi conosce l'Africa sa che non è poco. Tutto questo è stato possibile senza fare beneficenza: basta solo cambiare prospettiva e cercare le persone giuste.

Racconto di viaggio di Paola Lipari

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Associazione
 

"La journée de BnD": un'esperienza positiva di Mauro Favaron

Anche se in molte città ci ha fatto compagnia la pioggia, sabato 24 novembre si è conclusa positivamente "la journée de BnD". Ringraziamo tutti quelli che sono venuti a trovarci nei vari gazebo delle diverse città. Tra la raccolta fondi fatta nella giornata di sabato, le innumerovoli richieste di calendari dal sito e grazie anche anche a diverse "bomboniere solidali" siamo felici di comunicarvi che il progetto "Un mulino per l'Associazione delle donne Nafobe" è stato totalmente finanziato!!!!! A fine anno scenderanno dei volontari in Mali e avvieremo il progetto, vi faremo vedere con fotografie chi sono le donne dell'associazione Nafobe.
Un grazie a tutti.

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"La journée de BnD" a Roma.

Un incontro speciale di Patrizia Torrengo

"La journée de BnD" a Modena.

Sabato 25 novembre si è svolta la giornata BnD al Carrefour di Burolo (To), dove Patrizia e Nicoletta, davanti al banchetto hanno fatto un' incontro speciale.
Davanti a noi si è presentato un ragazzo del Burkina Faso, che vive in Italia da sei anni, esattamente in provincia di Torino.
Parlando del suo paese, della sua popolazione, della loro cultura, ci è stato detto di alcuni lavori che sono stati fatti nel suo villaggio, ad esempio la costruzione di diversi pozzi ed altri progetti, e chi aveva fatto tutto questo era un' Organizzazione di Modena, validissima, molto seria nell'impegno di aiutare le popolazioni africane.
Nello stupore di queste parole, noi abbiamo risposto: Ma noi facciamo parte di quella Organizzazione di Modena, si chiama Bambini nel Deserto.
Il ragazzo con le lacrime agli occhi ci fissa e dice: GRAZIE per tutto quello che fate per me.

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Collaborazioni
 

Bambini nel Deserto e Ghanacoop di Alessandra Villa

È iniziata nel mese di Novembre la collaborazione tra Bambini nel Deserto e Ghanacoop.
Ghanacoop è una cooperativa che nasce a Modena nel 2004 all'interno dell'Associazione Nazionale del Ghana, ed è una delle prima imprese sociali create da immigrati sul territorio italiano. Il principale obiettivo di Ghanacoop è quello di sfruttare il fenomeno della diaspora ghanese residente in Italia (oltre 40.000 persone), come fattore di sviluppo in Italia e nel proprio paese di origine. Per approfondimenti puoi andare sul sito www.ghanacoop.it.
Il primo passo di questa collaborazione consiste nella realizzazione di un progetto sanitario in Ghana, per il quale Bambini nel Deserto si è impegnato a ricercare mezzi ed attrezzatura; a tal fine, mi sono recata a fare un sopralluogo nel mese di Novembre ai due ospedali destinatari del progetto, che si trovano nelle zone rurali del paese.
Per ulteriori approfondimenti puoi visitare il progetto sull'ospedale di Apam e sul quello di Mankessim.

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Logo di Ghanacoop.

Le scarpe di Marcello arrivano in Romania di Luca Iotti

I bambini di Braila.

Tra i numerosi amici su cui la nostra organizzazione può contare ce ne è uno decisamente particolare… si tratta di Marcello di Modena titolare di un negozio di scarpe nel centro della città che da un anno circa rifornisce la nostra organizzazione di calzature per bambini nuove.

Lo fa con tanto entusiasmo e generosità che nel mese di ottobre BnD non solo ha provveduto a consegnarle in Africa ma grazie agli amici di Happy Children di Medolla (MO) le scarpe sono arrivate anche nell’Europa dell’Est e più precisamente all’orfanotrofio di Braila.

Il presidente di Happy Children, Iago Fregni, così ci ha descritto chi sono gli ospiti dell’orfanotrofio:
I nostri piccoli ospiti non sono orfani perchè senza genitori, ma abbandonati perchè le madri sono in giro per l'europa a fare o le badanti o le prostitute; sparendo completamente dal paese perchè si sono rifatte una vita altrove e fatto altri figli, ed i padri o sono alcoolizzati - quindi violenti ed incestuosi, oppure anche loro all'estero e vivono per lo più in situazioni di forte disagio.

A breve un altro TIR di Happy Children partirà alla volta dell’Est diretto nella Moldava e anche su questo camion le scarpine di Marcello arriveranno dove più ce ne è bisogno!

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Prova scarpette...

 
Eventi
 

Una raccolta fondi per il progetto "Khettara"di Giuliano Dalcin

La presentazione del calendario "De Nardi Group".

Bella la serata di domenica 18 novembre per la presentazione del calendario 2008 della "De Nardi group", che ha coinvolto la soubrette Federica Ridolfi ed il velocista Alessandro Petacchi.
La serata ha avuto un risvolto umanitario per la raccolta fondi che ne è seguita, per il nuovo progetto "Khettara" di BnD.
Molti tra i partecipanti sono stati felici del coinvolgimento in questo progetto e possiamo felicemente affermare che BnD è sostenuta da tanti nuovi amici!
Grazie a tutti!

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Banchetto BnD all'ENI di Nadia Toppino

La società ENI si è nuovamente resa disponibile ad accogliere all’interno dei propri spazi il nostro banchetto di vendita ed esposizione.
La gente si è dimostrata durante le tre giornate molto interessata, soprattutto ai progetti dei paesi dove l’ENI opera. Non sono mancati i casi di pieno coinvolgimento di persone prossime al trasferimento lavorativo in zone quali Niger, Mali e Tunisia, che hanno cercato informazioni (e acquistato libri) sulle zone di loro interesse anche lavorativo.
Speriamo che questa possa essere la premessa per una futura collaborazione direttamente sul campo, magari coinvolgendo lavoratori in trasferta!
BnD sarà nuovamente presente presso la Società con un banchetto vendita nel periodo natalizio.

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