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ECO-OAS Implementazione del Dinamismo Economico
nella regione di Hassi Labiad - Merzouga

Realizzazione del progetto

La convenzione
 

Dopo i diversi incontri fatti con i rappresentanti degli alberghi e della nostra associazione partner, sono stati definiti i ruoli a tenere da ciascuno nel processo di miglioramento delle possibilità di accesso della popolazione locale ai benefici del turismo.

Parallelamente è stato deciso che era necessario mettere in piedi una serie di campagne di sensibilizzazione per la valorizzazione del patrimonio e per rendere più sostenibile il turismo nel villaggio e nei dintorni. Nondimeno, da tutte le parti è emersa la necessità di divulgare gli impegni presi nei circuiti turistici dove questo tipo di processo potesse essere apprezzato e seguito da vicino.

Quindi impegni da parte di tutti, sensibilizzazione della popolazione residente e visitante, promozione turistica in ambiti di sostenibilità e, non ultimo, impegno da richiedere al turista per monitorare e migliorare tutto il processo.

Noi di Bambini nel Deserto ci siamo impegnati nel gettare le basi sulle quali costruire tutto il processo, mentre, fondamentalmente gli attori locali si sono impegnati nel portare avanti il processo, sia facendo quanto pattuito, sia aggiungendo altre attività di propria concezione che potessero contribuire a un aumento del benessere diffuso della popolazione locale tutta.

In particolare, noi ci siamo occupati di organizzare con il C.N.E.R.S. (Centre National d'Etudes et Récherches sur le Sahara) le sessioni di formazione sulle quali sarebbe stata costruita la coscienza e la conoscenza necessaria per la valorizzazione del patrimonio naturale e culturale del villaggio e dei dintorni più o meno prossimi.

Inoltre, ci siamo impegnati a realizzare le campagne per la promozione dei prodotti locali, per la valorizzazione del patrimonio e per la sensibilizzazione ambientale ed il turismo sostenibile.

Nondimeno, sia attraverso gli altri ambiti del progetto stesso che al di fuori di essi, ci siamo impegnati a guidare dei processi di adattamento delle realtà produttive locali per migliorare il loro accesso al mercato turistico e per favorire una convergenza, anche se basilare, tra la produzione locale e i bisogni degli albergatori e dei turisti e redigendo una lista di prodotti da consegnare agli albergatori da usare ed esporre ad uso dei turisti loro ospiti.

Ultimo, ma non per minore importanza, la realizzazione di questo sito web e il posizionamento di esso negli ambiti turistici dove possa aumentare il valore di tutta l'operazione.

L'associazione nostra partner per il progetto, Associazione Hassilabiad per l'ambiente, lo sviluppo e la cooperazione, oltre a mettere a disposizione gli spazi, i materiali e i servizi necessari per lo svolgimento delle attività del progetto, si è impegnata a collaborare nell'identificazione delle attività produttive suscettibili di miglioramento per l'accesso al mercato turistico e nella redazione del piano di acquisti da proporre alle strutture ricettive. Nondimeno, e forse l'impegno più importante, è suo compito, in collaborazione con l'associazione di albergatori, accertarsi che i partner locali rispettino gli impegni presi durante i prossimi due anni, vale a dire ben aldilà della data di termine delle attività del progetto, fissata per il 31 marzo 2014.

L'associazione di hotel di Hassi Labiad si è impegnata nell'identificazione dei membri che presentavano una maggiore disponibilità a farsi carico delle attività loro richieste e nel monitoraggio del proseguimento delle attività per i prossimi due anni, oltre che nella redazione del piano di acquisti da sottoporre alle strutture alberghiere partecipanti.

Le strutture alberghiere che hanno aderito all'iniziativa sono otto: il Riad Mamouche, la Maison d'hôtes Merzouga, l'Auberge L'oasis, l'Auberge Sahara, la Kasbah Mohayut, l'Hôtel La chance, la Kasbah Nasser Palace e la Kasbah Aiour.

Per loro l'impegno è stato quello di favorire tutto il processo, facendo in modo che gli sforzi messi in campo da parte di tutti gli altri attori non cadessero nel vuoto. É a loro, infatti, che viene domandata la chiusura del cerchio. Vale a dire, il trasferimento dei benefici provenienti dal mercato turistico verso la popolazione locale attraverso l'acquisto di beni e servizi creati ad hoc per i loro bisogni e per migliorare l'esperienza turistica del visitante.

In particolare, essi hanno sottoscritto l'impegno di scegliere una persona dell'albergo, possibilmente giovane e donna, che parlasse bene il francese e con un discreto livello culturale, per la partecipazione al corso di formazione e per fare da referente della struttura per lo svolgimento delle attività del progetto e oggetto della convenzione. Inoltre, si sono impegnati ad affiggere ben in vista tutti i materiali di promozione e valorizzazione del patrimonio e dei prodotti locali, insieme con la diffusione delle campagne di sensibilizzazione e la collaborazione nella redazione del piano d'acquisti di beni e servizi dalla popolazione locale. Infine, ma fondamentale, essi si sono detti disposti a promuovere tra le proprie attività turistiche, degli incontri culturali con i depositari del patrimonio culturale orale, così come a includere nelle proprie camere, elementi di valorizzazione del patrimonio e di protezione dell'ambiente. Tra questi, anche la gestione oculata dei rifiuti prodotti ed evitare attivamente qualunque attività non rispettosa dell'ambiente e della cultura locale, come gli sport meccanici in ambienti di elevato valore.

Come ben si può vedere, si tratta di una convenzione quadro di alto livello, che chiede a ciascuno dei firmatari di dare il meglio delle proprie capacità per creare le condizioni per un turismo più sostenibile e per l'aumento del benessere diffuso di tutta la popolazione locale.

Da notare che l'associazione "Ighrem" per la preservazione e la valorizzazione del patrimonio e per il turismo sostenibile, non compare tra i firmatari. Questo è dovuto a che la stessa era ancora in fase embrionale al momento della redazione e firma della suddetta convenzione e quindi non poteva materialmente parteciparvi. Ma, è da sottolineare che sei dei sette membri attuali hanno partecipato pienamente alla formazione e fin da subito si sono assunti tutti gli impegni assunti dagli altri partner, con cui si possono considerare a tutti gli effetti dei membri attivi di questa convenzione.

 

La formazione
 

La formazione è stata fin dall'inizio il fulcro intorno al quale girava il valore aggiunto delle attività del settore turismo del progetto.

L'idea che il patrimonio naturale e culturale dovesse essere valorizzato, e con esso le attività produttive tradizionali che gli sono associate, è stata il punto cardine per l'attivazione di un processo win-win che potesse coinvolgere tutti gli attori.

Nella creazione dell'esperienza turistica, l'autenticità rappresenta un elemento di notevole importanza e conoscere i tasselli che costituiscono il patrimonio naturale e culturale diventa fondamentale per la sua conservazione e per lo scambio culturale che il turismo incarna.

Così, dopo una lunga trattativa con i responsabili del C.N.E.R.S. (Centre National d'Etudes et Récherches sur le Sahara), a cui era stata chiesta la  ollaborazione per la definizione del programma e per l'identificazione degli esperti nazionali che potessero svilupparlo, viene definito un programma di formazione articolato in otto assi di conoscenza:

⁃ Turismo e sviluppo sostenibile

⁃ Conservazione della biodiversità oasiana e desertica

⁃ Storia delle comunità nomadi e oasiane e patrimonio intangibile

⁃ Diversità culturale, architettura e patrimonio tangibile

⁃ Geologia e paleontologia

⁃ Climatologia ed evoluzione del paesaggio

⁃ Cartografia e sviluppo del turismo

⁃ Pianificazione strategica e marketing territoriale

Il corso viene articolato nell'arco di 9 giorni, a cavallo tra il dicembre 2013 e il gennaio 2014, per un totale di 47 ore di formazione e secondo un programma che prevede ben 16 interventi formativi, che coinvolgono 10 esperti formatori di diversa estrazione, e un'uscita di campo per evidenziare gli elementi del patrimonio là dove essi si trovano.

Per quest'intervento, la collaborazione con il C.N.E.R.S. è stata preziosissima e la portata finale che tutta la formazione ha avuto sarebbe stata impensabile senza di loro.

È stato grazie a loro che si è riusciti a coinvolgere 9 tra i massimi esperti nazionali nelle discipline trattate.

Inoltre, la scelta e la possibilità di averli tutti insieme per tutto il periodo cel corso si è rivelata un valore aggiunto di inestimabile valore. Infatti, dal lavoro di gruppo, oltre che dai singoli interventi formativi, è emersa una visione multidisciplinare del patrimonio che altrimenti sarebbe stata impossibile o almeno non ben evidente ai partecipanti, con tutti i vantaggi che ciò comporta.

Alla formazione hanno partecipato i rappresentanti di alcuni degli alberghi coinvolti nella convenzione, più i rappresentanti dell'associazione "Hassilabiad" e i giovani che di lì a poco avrebbero costituito l'associazione "Ighrem" per la valorizzazione del patrimonio e lo sviluppo del turismo sostenibile.

A questi è stato rilasciato un attestato di partecipazione e gli sono stati forniti ben più di 6 gb di materiale didattico complementare che i diversi formatori hanno messo a disposizione.

 

Le attività
 

Lavorare con gli operatori di turismo di Hassi Labiad si è rivelato fondamentale per la valorizzazione del patrimonio, soprattutto per quella parte di esso che può essere d'interesse turistico. Ma questo non era sufficiente per dinamizzare il tessuto economico locale, né tanto meno per diffondere, tra i diversi attori della comunità, il senso del bisogno di riconoscere, conservare e valorizzare il proprio patrimonio naturale e culturale, sia tangibile che intangibile. Per questo, oltre all'intervento formativo e alla convenzione siglata con gli attori del settore turistico del villaggio, si è lavorato in parallelo con altre delle realtà economico-produttive locali.

A questo scopo, in collaborazione con la nostra associazione partner locale e in sinergia con gli altri settori coperti dal progetto, sono state identificate e potenziate alcune tra le realtà produttive locali che potenzialmente potessero, da una parte, complementare l'autenticità dell'offerta turistica e, dall'altra, contribuire all'aumento delle ricadute dei benefici del turismo sulla popolazione locale.

Come si è già detto nella descrizione del progetto, i settori che esso abbracciava, oltre a quello turistico, erano quello agricolo, apicolo e dell'artigianato femminile.

 

Nell'agricoltura si è lavorato per ottenere una produzione vendibile sul mercato turistico e al contempo di basso impatto sulle già scarse risorse agricole.

A questo scopo si è introdotta la coltura del fico d'india, offrendo 2 sessioni formative per gli agricoltori e fornendo loro 1300 pale di 3 varietà diverse, tutte di ottime qualità e di buone caratteristiche produttive.

L'idea è quella di fornire al mercato turistico, in particolare agli alberghi, un prodotto fresco, sia il frutto che il succo, da offrire come prodotto locale durante le colazioni e in sostituzione del consolidato succo d'arance. Ma anche di trasformare il prodotto per la sua utilizzazione al di là del periodo di raccolta, cioè come confettura, anche qui da offrire per le colazioni e in sostituzione delle confetture industriali.

Nondimeno, il Marocco sta portando avanti un'importante campagna per lo sviluppo della produzione di olio di semi di fico d'india, che sembra avere eccellenti proprietà cosmetiche e il cui prezzo è oggi alle stelle. Chiaramente, dato che l'estrazione dell'olio richiede di apparecchiature non facilmente utilizzabili dalle famiglie di agricoltori locali, quello che si è proposto è di conservare i semi per macinarli su richiesta, per venderli come crema fresca, un prodotto di buona qualità che utilizza gli scarti di lavorazione del prodotto fresco e che può costituire un elemento di autenticità per il turismo e un complemento di reddito per le famiglie.

 

 

CLICCA SUL LINK PER GUARDARE IL VIDEO ECO OAS AGRICULTEURS CACTUS:

http://youtu.be/SP3xTzWKodI

 

 

Nell'ambito dell'apicoltura, va da sé che il miele locale può tranquillamente essere sostituito a quello proveniente da altre regioni.

Il valore aggiunto sta nell'aver fornito agli apicoltori locali sei intere giornate di formazione per il miglioramento delle loro produzioni e cinque arnie piene di api del sahara (apis mellifera sahariensis) a ciascuno, per un totale di venti arnie. Quindi, un prodotto a forte connotazione culturale locale e facilmente valorizzabile nel mercato turistico.

Inoltre, per l'accesso diretto al mercato, sono stati forniti i contenitori in vetro di varie capienze, in particolare da 250 g, e le rispettive etichette per una presentazione migliore del prodotto all'acquirente finale.

 

CLICCA SUL LINK PER GUARDARE IL VIDEO ECO OAS APICULTEURS:

http://youtu.be/TYulW46bqRU

 

 

Per quanto riguarda l'artigianato, si è lavorato cercando di introdurre qualche prodotto di non complessa lavorazione e che potesse attirare l'attenzione verso i nuclei di produzione dell'artigianato tradizionale.

Il prodotto scelto è la classica sciarpa bicolore che è possibile trovare in ogni dove in Marocco, la cheich, e per differenziarla da quella ben nota e diffusa, sono stati scelti alcuni antichi simboli berberi, una volta utilizzati come decorazione o come tatuaggio, per decorarla a mano o a macchina. Inoltre, questo tipo di decorazioni è stata proposta agli alberghi per decorare le loro tovaglie o tende, aumentandone il valore simbolico e favorendo gli acquisti all'interno della comunità.

Al di fuori dell'ambito specifico dei settori del progetto, è stata coinvolta l'associazione di ragazze che gestisce una pasticceria tradizionale nel villaggio.

Con loro si è cercato, da una parte, di aggiungere un prodotto di facile penetrazione nel mercato turistico, e questo lo si è fatto identificando un confezionamento dei dolci tradizionali in confezioni più piccole di quelle normali e con una decina di pasticcini di diversa foggia e gusto, in modo da poter essere venduti come souvenir, e dall'altra, identificando altre possibilità d'intervento nell'offerta turistica.

In quest'ultimo ambito, si è concordato con loro l'attivazione di percorsi ludico-formativi per i turisti sulla preparazione dei dolci tradizionali e del cous-cous. Sono stati attivati, cioè, dei "tour" couscous e dei "tour" pasticceria, da offrire ai turisti che, nell'arco di qualche ora, possono imparare a fare i prodotti tradizionali insieme con le ragazze dell'associazione.

Nondimeno, sono state identificate un paio di ragazze che si sono rese disponibili per effettuare dei tatuaggi all'henne di qualità presso le strutture alberghiere, offerta del tutto assente in loco e di grande attrazione turistica.

Chiaramente, è stata fornita agli albergatori una lista di tutti i prodotti citati, completa di prezzi e recapiti telefonici.

 

 

CLICCA SUL LINK PER GUARDARE IL VIDEO ARTISANAT JEUNE FILLES:

http://youtu.be/sgt7wPQG0SQ

 

 

Con la neonata associazione "Ighrem" pour la préservation et valorisation du patrimoine et pour le développement du tourisme durable si è lavorato invece in un altro modo, molto più profondo.

Innanzitutto, sono stati guidati verso una corretta gestione della vita associativa, attraverso una serie d'interventi formativi realizzati dalla nostra associazione partner "Hassilabiad" e attraverso una serie d'incontri volti alla creazione del gruppo di lavoro e alla suddivisione dei ruoli.

Inoltre, come risultato della formazione sugli elementi del patrimonio e le loro possibilità di valorizzazione, sono stati messi in piedi tre percorsi di valorizzazione da spendere in ambito turistico e da far promuovere attraverso gli alberghi partecipanti alla convenzione.

Un primo itinerario, socio-culturale, attraverso le origini e le vicissitudini dell'oasi e del villaggio e la loro gestione e ordinamento.

Un secondo itinerario, paleo-archeologico, che racconta le vicissitudini climatiche e socio-culturali di un territorio tra i più ricchi del paese e di tutta la regione per lo studio dei fenomeni geologici e paleontologici che ne hanno determinato le caratteristiche attuali e per la ricostruzione delle ripetute migrazioni che hanno contribuito all'evoluzione della cultura amazigh.

Il terzo itinerario, fondamentalmente etnografico, si svolge in bicicletta e attraversa tutti i diversi villaggi della zona, evidenziando le differenze culturali delle comunità che vi abitano.

Come si può vedere, si tratta di un intricato coacervo di attività con cui si è cercato di abbracciare tutte le attività economico-produttive locali e di metterle in relazione tra di loro, sia per poter meglio accedere al mercato turistico che per migliorare la distribuzione dei benefici sulla popolazione locale. Il tutto nell'ottica di riconoscere, conservare e valorizzare il ricco patrimonio delle diverse comunità che abitano tutta la zona intorno a Hassi Labiad.

 

 

CLICCA SUL LINK PER GUARDARE IL VIDEO IGHREM:

http://youtu.be/Q937YnY1Tpg

 

 

 

Le campagne
 

Oltre a mettere in campo le attività volte alla dinamizzazione del tessuto economico-produttivo locale, si è ritenuto necessario avviare alcune campagne d'informazione e sensibilizzazione per stimolare la curiosità del turista verso la produzione locale e verso una maggior protezione del patrimonio.

Così, nell'ottica di far divenire le strutture alberghiere i centri attivi della promozione locale, sono stati elaborati due poster affissi poi negli alberghi che hanno partecipato al progetto.

Sotto il motto "Renseignez-vous ici!" venivano così lanciate le campagne per la promozione della cultura locale e dei prodotti del territorio.
La prima proponeva il tour dell'oasi, in primo luogo, come elemento principale della società locale e come vero ecosistema agricolo tradizionale da promuovere e difendere. In secondo luogo, si proponeva il tour cous-cous, organizzato in collaborazione con l'associazione di ragazze della pasticceria di Hassi Labiad, per offrire la possibilità ai visitanti di imparare a fare la tanto rinomata pietanza e, per ultimo, si offriva la possibilità di farsi fare un tatuaggio all'hennè da alcune giovani ragazze locali.

Il poster per la promozione dei prodotti locali, invece, si concentrava sull'artigianato tipico locale e sulla gastronomia.

Sempre negli alberghi, è emersa la necessità di contribuire al consumo dei prodotti locali da parte dei turisti e nell'offerta dell'albergo stesso. Per questo è stata realizzata una cartolina da utilizzare soprattutto durante le colazioni a buffet che vengono preparate. L'idea era quella di tenere separati i prodotti locali dagli altri e, per incentivarne il consumo, apporre la cartolina che, in quattro lingue, diceva: "prodotto a hassi labiad" e "il consumo di questi prodotti contribuisce allo sviluppo locale".

 

Inoltre, nel corso dei diversi incontri tenuti con i partner locali e durante le varie sessioni di formazione, sono emerse diverse criticità sulle quali si è ritenuto importante intervenire. Innanzitutto, la gestione dei rifiuti, sia da parte della popolazione residente che da quella visitante, per cui si è realizzato un adesivo recante la scritta "plus belle dans la poubelle".

 

 

 

 

 

 

 

Di non minore importanza si è rivelata la necessità di gestire le aree destinate agli sport

meccanizzati. Il passaggio di quads, moto e fuoristrada nelle dune, che costituisce una delle attività turistiche praticate in zona, è diventato sempre più invasivo e menefreghista nei confronti dei danni che può causare, sia a livello ambientale che per il godimento di altri tipi di esperienze turistiche.
Per questo si è pensato di sensibilizzare i visitanti per mantenere libera da tale attività almeno la "Grand Dune" che troneggia dietro all'oasi e che costituisce il gonfalone del villaggio.

Si è realizzato quindi un altro adesivo recante la scritta "Grand Dune à pied".

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Per ultimo, si è ritenuto importante ancora una volta sottolineare l'importanza dell'oasi nell'identità del villaggio e la necessità di proteggerlo e valorizzarlo come elemento fondamentale per la conoscenza della cultura locale. Si realizza così il terzo adesivo recante la scritta "oasis protegé".

 

 

 

 

 

 

 

Nondimeno, è emersa la necessità di affermare la propria identità, distinguendola da quella della vicina Merzouga che rappresenta nell'immaginario collettivo l'unica meta turistica tra le dune del deserto marocchino, con cui si è realizzato un altro adesivo che evidenziava il nome "Hassi Labiad" accompagnato dalla scritta "espace de protection et valorisation du patrimoine".

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