::  Mali: Doungouri - 22 Dicembre 2009 - Inaugurazione della scuola       di Ilaria



Il giorno tanto atteso è arrivato. Sveglia la mattina presto, perché, nonostante il sonno, l’entusiasmo è alle stelle. Vedo gli occhi scintillanti di Lucia.
Non vede l’ora di arrivare alla scuola che lei e la sua famiglia hanno donato a questi bimbi.
Anche Claudia e Oumar, che hanno tanto lavorato a questo progetto e che ci hanno aperto la loro casa come fossimo amici di sempre, sono visibilmente emozionati!

In macchina alle 7.30 e via verso la meta. Lungo la strada verso Hombori godiamo di un paesaggio magnifico, quello Africano, fatto di colori e natura immensa.
Il cielo è terso, i monti si stagliano contro l’azzurro, e il rosso della terra contrasta con il giallo paglierino dei ciuffi d’erba secca e delle spinose acacie. Incontriamo molte persone di varie etnie, Peul, Bambara e Tuareg, figure snelle e veloci che camminano rapide, dirette al mercato settimanale di Hombori.

Alcuni ci fanno un cenno, ci fermiamo e offriamo loro un passaggio, nel retro del pick up.
Anche questo è uno dei tanti modi per vivere quest’Africa piena di ridente e grandissima umanità.
Tappa ad Hombori per incontrarci con il maestro, e infine via sullo sterrato che ci condurrà a Dounguri, 15 km all’interno di questa terra bruciata dal sole.

Da lontano vediamo avvicinarsi una macchia di colori e un edificio nuovo. Ci stanno aspettando tutti.
Lucia scende dall’auto e le manca il respiro. Guarda quasi senza credere che quell’edificio, nuovo, in mezzo a tanta polvere e poche capanne è proprio ciò che lei ha contribuito a realizzare.
E pensare che prima era una capanna di paglia in cui i bimbi si accalcavano uno sopra l’altro senza avere i mezzi per imparare ...

 

 

 

Decine di bambini si raccolgono timidamente intorno a noi, il maestro ci invita ad entrare in una delle due classi. All’interno i bimbi stanno facendo lezione su banchi nuovi e con le loro lavagnette.
Ci guardano tra lo stupito e il divertito. Alcuni genitori si accalcano all’ingresso della scuola e il maestro spiega a tutti chi è Lucia e la ringrazia per il grande, grandissimo regalo che ha fatto a questi bimbi, per l’opportunità di vita diversa che ha loro donato.

 

 

 

Claudia e Oumar sono accanto a Lucia e traducono i ringraziamenti del maestro e le parole di risposta di lei. Lucia è visibilmente commossa e ha gli occhi colmi di lacrime, lacrime di emozione grandissima. Le escono spontanee parole che riempiono il cuore: “sono io che ringrazio voi, vedervi così felici mi dona una gioia immensa”.
Ma che colpiscono lei sono alcune frasi dette dal maestro: “Adesso sono orgoglioso di insegnare in una vera scuola” e da una rappresentanza dei genitori: “Mi preoccuperò che i bimbi vengano sempre a scuola”, “Mi occuperò della buona conservazione della scuola”.
E la battuta: “speriamo che tra questi scolari ci sia il futuro presidente della Nazione”!

 

 

 

 

 

Gli sguardi intensi e i sorrisi semplici di questi bambini, che finalmente hanno un’opportunità in più, ripagano di ogni sforzo, tolgono ogni dubbio che possa mai essere sorto, e ci insegnano quanta più gioia ci sia nel donare, che non nel ricevere.

Usciamo per fissare la targa, in memoria della zia di Lucia, Filomena Adduci, con la frase che la famiglia Pagano ha scelto. Una frase di Nelson Mandela che dice:
l’istruzione e la formazione sono le armi più potenti che si possano utilizzare per cambiare il mondo”.

 

 

 

 

 

 

 

Lucia, dopo aver affisso la targa in ricordo della zia scomparsa, invitata dai tuareg si è lasciata andare ai balli propiziatori assieme alle altre donne in quella che poi è diventata un’esplosione di festa, gioia, emozioni, musica e tanti colori !!!!

 

 

 

 

 
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